Lei si svegliò dopo una notte in cui il sonno era stato un ristoro come non accadeva da tempo. Era sollevata dal non dover andare a lavoro il giorno successivo.

Aprì gli occhi e vide lui che ancora dormiva. La sua visione fu piacevole rispetto alle mattine dove il nervosismo non lasciava spazio nemmeno alla dolcezza di un abbraccio. Lo osservò come non faceva da tempo, come se lo guardasse per la prima volta dopo anni di vita vissuta insieme: le rughe avevano scavato pazientemente solchi leggeri ai bordi degli occhi e sulla fronte.

Si alzò dal letto lentamente lasciando che i muscoli si distendessero. Fece due passi e scorse la sua sagoma allo specchio. Sentì il bisogno di avvicinarvisi.

Anche su di lei il tempo stava lavorando giorno per giorno: la pelle perdeva elasticità e luminosità, le occhiaie scure si facevano strada nella carnagione chiara.

Le prese l’ansia, poi cercò di calmarsi convincendosi che erano ancora difetti impercettibili, facilmente camuffabili. Si passò una mano tra i capelli e vide, o credette di vedere, un riflesso argenteo. Si avvicinò alla superficie dello specchio e andò alla ricerca di quello che si rivelò essere un capello bianco. Prese la ciocca di capelli e la isolò dal resto per osservarlo. Era proprio un capello bianco in risalto contro il nero della maglia.

Ricordò quando da bambina osservava gli anziani e, vedendoli tutti con capelli bianchi, aveva chiesto alla madre perché portassero tutti la stessa parrucca arrivati ad un’età avanzata. La madre le aveva risposto che quelli non erano altro che fili di argento molto più resistenti dei loro capelli. La bambina le aveva chiesto se potevano essere usati per fare collane e braccialetti e la madre era scoppiata a ridere. Lei non capì e rimase convinta della sua idea per qualche anno.

Al contrario di quanto pensasse il capello era più spesso e resistente degli altri. Sorprese se stessa quando si rese conto che non lo vedeva come un difetto da aggiungere agli altri. Vedeva che alcune certezze conquistate fino a quel momento nella sua vita, fossero penetrate in quel capello. Pensò che altre esperienze si sarebbero fortificate fino alla radice e avrebbero reso quella colorazione brillante e argentea.

Era tornata bambina.

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