Autore: Nick Hornby

Edizione: Guanda

Anno: 2001

Pagine: 294

Trama

Katie Carr è un medico ed è sposata con David, l’uomo più arrabbiato di Holloway. L’uomo a causa dell’omonima rubrica per cui scrive, è diventato un essere sprezzante e spietato con tutti quelli che ha accanto, persino la moglie e i figli. Tuttavia quando Katie gli confessa il suo desiderio di divorziare, dopo averlo tradito, sente che è arrivato il momento di cambiare. Grazie a un misterioso guaritore, BuoneNuove, David cambia completamente la sua vita, per diventare buono. L’avvenimento coglierà Katie di sorpresa tanto che i progetti umanitari del coniuge e BuoneNuove la faranno vivere in un mondo di incertezze e contraddizioni.

Analisi

Come diventare buoni è il secondo libro di Nick Hornby che ho l’occasione di leggere. Il primo è stato Un ragazzo e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Nick Hornby è probabilmente uno dei più importanti autori inglesi contemporanei, sempre pronto a riportare sulla carta stralci della società contemporanea, con efficace humour inglese e un filo di cinismo.

Il suo è uno stile particolare: poche descrizioni, ma molti dialoghi significativi, utili a caratterizzare personaggi mai monotoni e sempre originali.

Se per Un ragazzo Hornby si era concentrato su un universo prettamente maschile, in Come diventare buoni la prospettiva riportata è quella femminile. Le vicende in cui viene coinvolta Katie Carr, eterna indecisa, mettono in dubbio tutte le certezze su cui ha costruito la sua vita. È diventata medico per poter essere considerata una persona buona e ha educato i due figli secondo i suoi principi morali. Tuttavia le basta tradire il marito per sconvolgere il suo equilibrio. Katie è un antieroe moderno che tenta di migliorare se stessa, di risolvere i problemi con rigore morale, ma è continuamente smarrita perché in realtà non sa qual è la morale da seguire. Continua a ripetere che lei è un medico, quindi è scontato che sia buona, eppure questo non basterà contro l’eccentrico guaritore BuoneNuove e un marito sempre più diverso da quello che ha sposato.

Temi come la famiglia, la società, il matrimonio vengono affrontati con efficacia dall’autore, grazie al commento in prima persona della protagonista che traccia un fedele ritratto della società d’oggi.

L’inerzia con cui va avanti il matrimonio di Katie e David, è il destino di molte coppie moderne che aspirano ad una vita troppo perfetta, a costo di mettere a repentaglio l’unità della famiglia.

L’ambiente della borghesia inglese è solo una parte della società dominata dall’ipocrisia. Chi è disposto ad ospitare nelle proprie case dei senzatetto? O a dare via persino un computer per fare felici degli orfanelli? Questi sono solo esempi degli slanci di solidarietà di David e del suo eccentrico amico BuoneNuove, che costituiranno un’altra prova difficile da superare per Katie.

Entra in scena la contraddizione della nostra società: chiunque è in grado di provare pietà per i problemi del mondo, ma nessuno si impegna per risolverli veramente. Non si sta parlando della crudeltà umana, ma di una cosa forse peggiore: l’indifferenza. Hornby lo sottolinea per tutto il romanzo, senza la pretesa di voler imporre una lezione di vita ai lettori, né inserendo colpi di scena nella narrazione: Come diventare buoni è un romanzo che colpisce per la sua eloquente fattezza.

Non è escluso che dopo la lettura del libro anche noi ci faremo qualche domanda sulle nostre esistenze. Rimanere indifferenti o agire. A noi la scelta (medici inclusi).

L’autore

Nick Horby è nato a Redhill il 17 aprile del 1957. Diventa insegnante dopo aver studiato inglese allo Jesus College di Cambrige. In seguito si dedicherà al mestiere di giornalista freelance e poi di scrittore. Il lavoro che gli ha assicurato il successo è stato Febbre a 90° (1992), seguito dal successo di Alta fedeltà (1995) Un ragazzo (1998), Come diventare buoni e Non buttiamoci giù (2005).

Horby ha anche scritto la sceneggiatura di An Education, film uscito in Italia nel 2010.

Dai suoi libri sono stati tratti dei film: Febbre a 90° interpretato da Colin Firth nel 1997; Alta fedeltà nel 2000 con John Cusack; About a boy – Un ragazzo nel 2002 con Hugh Grant. Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo Tutto per una ragazza (2008), Tutta un’altra musica (2009) e È nata una star? (2010), da cuiè stato tratto un omonimo adattamento cinematografico italiano del 2012, interpretato da Rocco Papaleo, Luciana Littizzetto, Lucio Pellegrini e Pietro Castellitto.  

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