Scrivere non significa soltanto avere una storia da raccontare, ma anche conoscere le parti fondamentali della narrazione (incipit, conflitto, climax, finale). Solo così si è in grado di collocare le scene in modo efficace e destreggiarsi tra i generi letterari preferiti.

Non mi riferisco alle 5 W (Who, What, Where, When, Why) basilari per poter raccontare una storia, intendo chiarire cosa bisogna scrivere per rendere al meglio nelle varie parti della narrazione, a cominciare dall’incipit.

La situazione iniziale

Vi chiederete come faccio a “impartire istruzioni” su questo? Semplice, leggendo. Si può imparare molto grazie alla lettura e per chi vuole scrivere il primo consiglio è sempre leggere, per capire i meccanismi che regolano il rapporto scrittore-lettore.

Scrivere l’inizio di qualsiasi componimento è il primo ostacolo da superare appena si mette penna sul foglio. Quante volte vi siete trovati spiazzati all’inizio di una storia? È scoraggiante avere una trama nella testa, che cerca in tutti i modi di uscire, ma viene bloccata perché manca un vero e proprio esordio.

Non c’è una regola assoluta e generale che possa suscitare l’attenzione dei lettori, ma esistono degli utili espedienti. Per esempio le narrazioni di oggi iniziano il racconto già a metà della vicenda o addirittura alla fine, cosicché l’opera intera dovrà sciogliere tutti i nodi contenuti nell’incipit.

Prendiamo come esempio la Divina Commedia:

Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

ché la diritta via era smarrita

Al di là della voce del professore, che continua a disturbare con spiegazioni filosofiche il fascino della lettura solitaria, dobbiamo ammettere che questo è un inizio molto efficace. Cosa è accaduto di tanto grave per far perdere la diritta via?

Marley era morto, tanto per cominciare

Si tratta dell’incipit del Canto di Natale dickensiano che subito attrae il lettore. È mai possibile che un romanzo con questo titolo, possa iniziare in modo tanto drammatico? Cosa succederà dopo?

L’incipit è il primo indizio che fa capire al lettore se continuare la lettura o abbandonare il libro.

Il buongiorno si vede dall’incipit

Vi starete ancora chiedendo come si possa scrivere un incipit se si è presi dall’incubo della pagina bianca.

Prima di tutto una buona conoscenza della lingua, ma soprattutto della grammatica, può fare il grosso del lavoro. Anche l’inversione di due parole può dare quella sfumatura in più che prima mancava. Ci si può divertire a scrivere degli incipit, senza sviluppare delle storie, per sperimentare e allenare la creatività (senza contare che potranno tornarci utili in futuro).

Se siete ancora in crisi o non volete pensare alle potenziali storie contenute in questi incipit, potete sempre prendere esempio dal vostro autore preferito. Esaminate alcune delle sue opere e cercate di capire come ha fatto a comporre quelle introduzioni che vi hanno tanto affascinato. Poi provate a riprodurle, a farle vostre, a rivestirle con il vostro stile.

Neanche questa soluzione vi piace? Allora pensate alla storia che intendete portare sulla carta e…scrivete la prima parola che vi viene in mente. La sfida successiva sarà continuare la narrazione proprio da questa parola, anche se è completamente fuori strada rispetto a cosa dovete raccontare.

Questi sono alcuni esperimenti che ho fatto anche io nei miei racconti, ma se avete altri modi, riti, incantesimi, per comporre un incipit efficace potete scriverli nei commenti.

Intanto il puzzle della narrazione ha un primo pezzo messo al suo posto, la seconda parte continuerà analizzando il conflitto.

Leggi la seconda parte: Il puzzle della narrazione – Parte II: Il conflitto

Leggi la terza parte: Il puzzle della narrazione – Parte III: il Climax

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