Nella stanza il fumo aveva creato una coltre invalicabile, ma quando toccò a Philip nessun sigaretta brillava più e tutte giacevano inermi nella loro cenere. Philip guardò la carta, questa volta non ce l’avrebbe fatta. Aveva già passato una volta quindi ora non poteva tirarsi indietro.

Di certo questi pensieri non l’avrebbero aiutato a sopportare la pressione e a farlo uscire a testa alta da quella cucina. Tuttavia doveva ammettere che, per quanto si sforzasse, non sapeva come spiegarlo. Di una cosa era certo: non intendeva lasciare.

Jack, chiamato anche Piccolo Buio, era proteso verso di lui, l’espressione speranzosa attendeva una risposta. Sembrava che la stanza si stesse rimpicciolendo pesando sulle spalle di Philip, il fumo invece di diradarsi si muoveva ancora tra i visi del gruppo di amici e a Philip sembrò aver assunto una più densa consistenza.

– Sta scadendo il tempo!- Grande buio, il fratello maggiore di Jack, sorrideva sicuro della vittoria e gli aveva mollato una gomitata nel fianco. A Philip sembrò un affronto insopportabile, dimenticò la carta e sentì montare la rabbia dentro di lui. In fondo era solo un gioco, cercò di sdrammatizzare la sua coscienza.

– 10, 9, 8, 7…- ci mancava anche il conto alla rovescia collettivo.

– Philip dì qualcosa, questi ci fanno fuori!- Piccolo Buio cercò di svegliarlo dalla trance, ma riuscì soltanto a farlo agitare di più.

– 6, 5…-

– Ok sono due parole. Vado con la prima. Che cosa si può acquistare all’Ikea? – alle parole di Philip il conto alla rovescia si fermò. Piccolo buio non aveva idea di cosa stesse dicendo e con un gesto della mano lo sollecitò a restringere il campo.

Col timore che il conto alla rovescia stesse per iniziare di nuovo, Philip disse la prima cosa che gli venne in mente: – Si…siamo in una cucina giusto? Ecco ha a che fare con questo…- non fece in tempo a continuare perché Grande Buio osservò la carta, poi sollevò lo sguardo e gli rivolse un sorriso beffardo.

– Beccato, fesso! Non puoi dire cucina fa parte della parola!-

Non poteva credere di essere stato così stupido. Controllò a sua volta. La parola era: cucina componibile.

– ‘Fanculo al Taboo!- scagliò la carta contro il muro mentre la squadra avversaria festeggiava portando la pedina nella casella di arrivo del tabellone.

 

Annunci