Autore: Patrick Dennis (pseudonimo di Edward Everett Tanner III)

Edizione: Adelphi

Anno: 2010

Pagine: 380

Trama

Il bambino Patrick Dennis, dopo l’improvvisa morte del padre, viene affidato alla zia. Crescerà con lei raccontandone le stravaganti avventure vissute per circa trent’anni a partire dagli anni Venti.

Analisi

Perché interessarsi alla vita di una strampalata signora, che ha ormai superato gli anni della gioventù? Perché è Zia Mame, ma questo forse non vi fa capire quanto questo libro sia particolare.

La voce narrante è di Patrick Dennis che, rimasto orfano già dalle prime pagine, verrà affidato alla zia. Seguirà il racconto incentrato interamente sulla figura della donna e molto superficialmente sulle vicende del bambino durante la sua crescita. Le due vite saranno legate lungo il corso della storia, anche perché Mame coinvolgerà sempre Patrick nelle sue avventure.

L’autore ha preso ispirazione dalla figura della sua vera zia, Marion Tanner, che gli avrebbe procurato non pochi grattacapi. Per esempio si presentò ad un quiz del momento per rispondere alle domande come la vera Zia Mame.

Un libro piacevole e leggero che scorre velocemente sotto le nostre dita. Leggerezza dovuta alla continua azione umoristica ed eccentrica.

Le età di Patrick vengono scandite dai periodi di vita della zia, o meglio dai suoi capricci: Zia Mame e l’orfanello, Zia Mame e l’ora del bambino, Zia Mame nel tempio di Mammona e così via. Da bambino molto acuto, Patrick si trasforma in un uomo consapevole di dover fare da baby-sitter alla zia che sembra affetta dalla sindrome di Peter Pan.

Il talento di Tanner sta proprio nel non prendersi mai sul serio, nel far trapelare un umorismo ingenuo dalle sue parole. E pensare che nel 1955 il romanzo era stato rifiutato da diciannove editori, che non ritenevano avrebbe interessato i lettori. Come altri tanti romanzi rifiutati più volte dagli editori, Zia Mame ebbe un enorme successo dopo che a Vanguard Press decise di pubblicarlo con qualche modifica (inizialmente era una serie di racconti che poi venne trasformata in romanzo grazie agli adattamenti che l’autore apportò in circa quindici giorni). Come apprendo dalla sezione a fine libro curata da Matteo Codignola, il libro rimase nella classifica dei libri più letti del New York Times per più di due anni. Di solito non mi importa analizzare quante copie abbia venduto il libro o quanto sia rimasto in classifica, tuttavia per questo romanzo mi sento in dovere di riportare i dati e ancora una volta chiedermi come potevo non conoscere l’autore, ma soprattutto come potevo non conoscere un libro così.

L’autore: Edward Everett Tanner III o Patrick Dennis o Virginia Rowans

Nacque a Evanston nel 1921 e già dalla scuola inizia ad utilizzare lo pseudonimo di Patrick Dennis. Si arruola nell’esercito dal quale verrà dimesso per una depressione e da Chicago va a New York. Qui lavorò per un’agenzia letteraria poi in un’agenzia che forniva prodotti editoria e alcune case editrici. Sposa Louise Stickney che gli darà due figli.

Dalla marca delle sue sigarette preferite, Virginia Rowans, prende lo pseudonimo con cui pubblica Oh, What a Wonderful Wedding! e House Party. Poi è la volta di Zia Mame i cui diritti verranno acquistati dal produttore di Broadway Robert Fryer che sceglie come protagonista Rosalind Russel. In breve tempo il personaggio del romanzo, donna forte ed emancipata, diventa anche un’icona gay per il movimento omosessuale che voleva affermarsi al tempo.

Come Virginia Rowans pubblica Guestward Ho! (1956) e The loving Couple (1956), ma ben presto l’identità che si nasconde dietro l’autrice verrà svelata. Dennis grazie all’ispirazione che gli diedero alcuni scatti dell’amico omosessuale Chris Alexander, pubblicò Little Me, con protagonista una diva del burlesque. Patrick manifesta la sua omosessualità, ma successivamente a causa di un’instabilità nervosa verrà rinchiuso in una clinica, dove è sottoposto a frequenti elettroshock. Una volta uscito pubblica First Lady.

Apparentemente senza un valido motivo, Dennis si trasferirà a Città del Messico, ma continua a scrivere pubblicando 3-D contro i critici che lo accusano della scarsa caratterizzazione dei suoi personaggi.

Avendo perso quasi tutti i suoi soldi sarà costretto a trovare un lavoro e trascorse l’ultima parte della sua vita nell’anonimato, come maggiordomo.

(Alcune notizie sulla vita dell’autore sono state prese dalla ricostruzione di Matteo Codignola)

 

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