fine-del-mondo-profezia-maya-21-dicembreSono le undici e mezza del 21 dicembre 2012…e tutto va bene. Avevo pensato di non scrivere un post (inutile) sulla fine del mondo, ma volevo capirci qualcosa non sulla bufala, piuttosto sulla volontà degli uomini di annunciare periodicamente la fine del mondo. Avete mai pensato che i poveri Maya erano esseri umani, proprio come noi, e che magari volevano solo dare un grande festa per quel giorno e ubriacarsi fino a star male?

So che in tempo di crisi c’è bisogno di inventarsi qualche cavolata per campare e devo dire che la creatività non manca.

C’avevano provato nell’anno Mille, terrorizzati dal dover iniziare a scrivere 01/01/1000, o meglio, terrorizzati dalla superstizione dilagante. C’hanno intimorito con il Millennium bug, l’errore del software di tutti i computer del mondo che doveva sopraggiungere nel cambio della data tra 31 dicembre 1999 e 1° gennaio 2000. Hanno cercato di anticipare l’Apocalisse al 21 maggio 2011, almeno secondo quanto diceva Harold Camping che aveva effettuato calcoli secondo i quali erano trascorsi 7000 anni dal Diluvio Universale (e quindi?). Ma non temente ci sono state e ci saranno tante altre date da fine del mondo e Wikipedia ce ne offre gentilmente l’elenco .

Io la fine del mondo, tanto decantata dai fanatici, la vedo piuttosto come una sorta di scaramanzia (come quando a un esame si dice di non aver studiato, quando invece si conoscono anche gli errori di battitura del libro). Tuttavia ho sentito il bisogno di darmi delle spiegazioni plausibili, a modo mio. Spiegazioni non su come si è arrivati alla profezia dei Maya, ma sui tipi di persone che hanno concepito questa teoria (grazie all’aiuto di qualche ricordo sulla filosofia).

Se anche tu che stai leggendo sei ossessionato dalla fine del mondo scopri che apocalittico sei. Se della fine del mondo non te ne può fregar di meno, leggi comunque.

Il reduce di guerra

Quando Freud psicanalizzò i reduci di guerra, divise la psiche umana in tre parti: l’io (cosciente), l’es (l’inconscio) e il super-io (l’io ideale). L’Es in particolare comprendeva due forze: Eros e Thanatos. La prima è la pulsione di vita, mentre la seconda è la pulsione di morte, cioè il desiderio del corpo di raggiungere uno stato di quiete, tornando al mondo inorganico. Era come se la morte costituisse una soluzione definitiva e quasi poco impegnativa per smettere di combattere inutilmente con gli inconvenienti della vita.

Il superuomo

FineMondo2012In Così parlò Zarathustra Nietzsche sviluppa la teoria dell’eterno ritorno, esponendola attraverso una visione di Zarathustra:

Vidi un giovane pastore rotolarsi, soffocato, convulso, stravolto in viso, cui un greve serpente nero penzolava dalla bocca. […] La mia mano tirò con forza il serpente, tirava e tirava invano! Non riusciva a strappare il serpente dalle fauci. Allora un grido mi sfuggì dalla bocca: “Mordi! Mordi! Staccagli il capo! Mordi!”, così gridò da dentro di me: il mio orrore, il mio odio, il mio schifo, la mia pietà, tutto quanto in me buono o cattivo gridava da dentro di me, fuso in un sol grido.

[…] Il pastore, poi, morse così come gli consigliava il mio grido: e morse bene! Lontano da sé sputò la testa del serpente; e balzò in piedi. Non più pastore, non più uomo, un trasformato, un circonfuso di luce, che rideva! Mai prima al mondo aveva riso un uomo, come lui rise!”

Non voglio tediarvi con spiegazioni inutili, mi limiterò soltanto a riconoscere i due concetti fondamentali. Il serpente è un’allusione all’Uroboro, il serpente che si morde la coda e che doveva rappresentare la concezione ciclica del tempo. Di solito noi occidentali abbiamo una concezione lineare del tempo, proiettata sempre in avanti, ma qui si teorizza l’eterno ritorno dell’uguale. Per Nietzsche soltanto il superuomo è in grado di accettare la ripetizione di tutte le cose perché evidentemente ha vissuto intensamente ogni momento.

Lo sa bene il protagonista del mio racconto ispirato a questa teoria.

Lo stoico

Sostenitori del materialismo (tutta la realtà è fatta di materia) e dell’immanentismo (la divinità sta in tutte le cose), gli stoici sostenevano che ogni 36.000 anni avvenisse la conflagrazione in cui l’universo veniva distrutto e poi ricostruito uguale dal soffio vitale del dio.

Insomma iniziate a fare i calcoli e fatemi sapere quando arriveremo al 35.999esimo anno!

 

Se non corrispondete a nessuno dei profili descritti, complimenti…siete sani di mente!

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