the_grinchLe feste sono state un po’ come l’apocalisse per i Maya…inesistente? No, non intendevo questo. Dicevo, sono state come l’apocalisse per i Maya perché ogni volta che terminano s’inizia un nuovo ciclo che, per fortuna, ha sempre qualcosa di diverso rispetto a quello precedente. Spero che per voi sia così. Per quanto mi riguarda, dopo un anno, sono di nuovo qui a studiare una materia che ha quasi lo stesso nome di una dell’anno scorso e non ne comprendo ancora l’utilità.

Ma un cambiamento c’è stato, è iniziato dal Natale scorso: mi sento più Grinch e antimaterialista del solito.  Pensate che, per il timore di aver iniziato l’evoluzione verso il mondo degli adulti affetti da stress natalizio, ho scelto di rivedere Il canto di Natale di Topolino. Con le risate per i capitomboli di Pippo fantasma, ho attutito tutto il nervosismo per il menù per la cena della vigilia e, con tanto di sottofondo di canzoni natalizie, ho impacchettato regali per tutto il pomeriggio. Non so come fa Giovanni Mucciaccia a essere così felice mentre s’immerge negli intrugli di scotch, carta igienica e colla, fatto sta che una volta terminati tutti i pacchetti avevo le dita che si incollavano fra loro, neanche fossero calamite. Tutto sommato il rumore della carta da regalo, dello scotch e del nastro tirato con le forbici mi ha fatto sentire lo “spirito del Natale”, che poi per me equivale a passare una serata tra parenti che non si vedono da molto tempo.

Ma sono presto tornata alla vita reale, anche se ultimamente ho trovato più tempo per leggere come non succedeva da tempo. E poi…ecco…ho scoperto Bookshelf Porn e mi è salita l’astinenza da libri, una sensazione che nel giro di pochi giorni mi trascinerà in libreria a comprarne altri.tumblr_lkyjphQVEK1qg5ywro1_1280

Mentre scorrevo tutte quelle foto di librerie, stanze colme di libri, composizioni di libri, il titolo mi ha suggerito che quella era una vera e propria goduria. Con il dispiacere dei tanti che sono giunti a questo post con in mentre altre intenzioni, con “porno” qui intendo quella punta di piacere che si prova nell’osservare una libreria e, in particolare, la propria libreria. Più che pornografia si tratterebbe di erotismo, avvicinandolo e quasi sovrapponendolo al concetto di fotografia erotica (contrapposto a quello di fotografia pornografica) esposto da Roland Barthes ne La camera chiara.

Proprio come una vetrina che esponga, illuminato, un solo gioiello, la foto pornografica è costituita dall’ostensione di una sola cosa: il sesso[…]

La foto erotica […] non fa del sesso un oggetto centrale […] essa trascina il lettore fuori della sua cornice.

Basta riformulare la frase in altro modo: Lo scaffale della libreria non fa del libro un oggetto centrale, essa trascina il lettore fuori dai suoi ripiani.

Fieri di aver collezionato tutti quei tomi, ci si sente custodi di una piccola biblioteca in cui è racchiusa parte della nostra vita, perché, si sa, anche i libri custodiscono ricordi. Non si può pensare a loro come dei soprammobili, oppure non si può disquisire sulla loro inutilità perché una volta letti sono ormai considerati degli oggetti vuoti che raccoglierà soltanto polvere.

Va bene forse è una forzatura dovuta ai troppi zuccheri assimilati in questi giorni o forse è la mia ennesima psicosi… ma potete negare che a qualcuno di voi non sia successo?

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