Oggi chiunque abbia un blog, un diario, un sito o qualsiasi altro contatto con la rete sta battendo forsennatamente sulla tastiera per rincorrere i pensieri e i ricordi dell’anno e stilare un personale bilancio. Mi ritrovo a fare lo stesso anche quest’anno, ma un mio difetto è la memoria. Confessiamolo: ricordiamo tutto quello che è avvenuto in 12 mesi? Sappiamo collocare precisamente i ricordi? Di certo teniamo a mente esperienze indimenticabili associandole a profumi, città, oggetti, persone e tanto altro. La nostra memoria vacante ha sempre bisogno di un supporto, astratto o concreto.

Ho cercato di sforzarmi per mettere un po’ d’ordine nella mia testa e ho selezionato 5 cose che butterei del 2012 e altre 5 che, invece, conserverei per l’anno prossimo.

2012: 5 cose da eliminare

1L’editoria scadente: Questa tendenza c’è da sempre, ma è aumentata negli ultimi anni. La possibilità di accedere a Internet e alla tecnologia sale costantemente e sempre più persone s’inseriscono nelle milioni di voci che popolano il Web con la speranza di ottenere visibilità. Ebbene alcuni di loro ce la fanno e lo dimostra il caso dell’anno, quello che mi ha fatto più dannare: le 50 sfumature che agli Specsavers National Book Awards è stato eletto libro dell’anno.

2La crisi economica: Lo so, è impossibile accartocciarla e buttarsela alle spalle alla stregua di un foglio di carta. Può andare peggio di così? Non lo so, ma spero che il buonsenso di tutti possa confermare la mia idea: quelle del capitalismo sono solo crisi periodiche che poi si risolvono con gli anni. Sembra quasi offensivo ridurre tutto a questa scarsa teoria, ma nutro sincere speranze che tutto possa risolversi per il meglio. Parole di una ragazza inesperta del mondo? Può darsi.

3 –Gli italiani non leggono”: Il leitmotiv dell’anno, ma mi sono stancata di sentirlo. Ho cercato di capirne i motivi in un post poco prima di Natale e in un altro dove commentavo i risultati di un rapporto del Censis-Ucsi.

4 – La diatriba tra editoria cartacea e digitale: È inutile opporsi allo sviluppo tecnologico. Come ogni cambiamento porta delle difficoltà che però si assesteranno con gli anni. L’avvento degli ebook (in ritardo in Italia) si è ormai realizzato, ha compromesso il mercato dei libri cartacei e il rapporto tra autore ed editore, ma è veramente così catastrofica la situazione? O è il cambiamento a far paura?

5 – L’apatia, il disfattismo, l’ignoranza: In realtà questo quinto punto include le 3 malattie del presente. Ho notato un progressivo adagiarsi degli italiani su gravi questioni, facendo scivolare l’intera società in un baratro a cultura zero. Si parla tanto di globalizzazione, ma a volte sembra di trovarmi in un paese che non vuole andare avanti, non vuole risollevarsi perché, dopo tanti tentativi, ha perso tutte le speranze. Di chi è la colpa?

2012: 5 cose da conservare

cin1 – Passione e voglia di fare: Idee fresche giovani, questo è quello che mi aspetto nel 2013, in ogni aspetto della mia vita. Anche se tali idee fanno storcere gli occhi a chi da anni e anni ha raggiunto l’età avanzata e pretende di continuare a rimanere in una società arretrata, ma soffocante per i giovani (vedi classe politica).

2 – La lettura: Un metodo per fuggire dalla realtà, una terapia, una cura senza medicine.

3 – La scrittura: Non vorrei sembrare ripetitiva e scrivere le stesse parole dedicate alla lettura. Continuerò a pubblicare racconti e poi chissà che non mi venga in mente di realizzare progetti più grandi.

4 – Nuove tecnologie per l’editoria: Questa condizione può realizzarsi solo se la parola cambiamento smette di fare così paura e venga vista come un baule pieno di possibilità. Chi lavora nell’editoria deve essere curioso di trovarlo e scoperchiarlo.

5 – La fiducia nel futuro: Ultimo ma non meno importante punto. Si spiega da solo e d’altronde già ho dato un’idea di quanta speranza ho io .

Quali sono le cose che terreste del 2012? Quali quelle che buttereste?

Con questo post vi lascio e vi auguro buon anno! All’anno prossimo!

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