00481801_bHo comprato 5 libri della collana Live della Newton Compton (Racconti del terrore, Il Grande Gatsby, Lady Susan, Il Sogno e la sua interpretazione e Amleto), che forse conoscerete meglio come “quei libri a solo un euro”. Li ho acquistati perché mi sembrava più che conveniente possedere finalmente qualche classico (e non), per di più a poco prezzo. Li ho acquistati per sfogare la tentazione che mi prende ogni volta che entro in una libreria: comprare tutti i libri che mi affascinano o che desidero da tempo.

Le nuove tecnologie dell’editoria non mi spaventano, né m’indispettiscono. Da quando ho un lettore ebook ho letto molti più libri di quanto non avrei fatto se avessi dovuto comprarli. Nonostante tutto non riesco ad abbandonare l’idea che vedere dei libri acquistati e letti con passione, tra gli scaffali della mia libreria, mi inorgoglisce e non poco.

Fatte queste premesse, trovo che l’iniziativa della Newton Compton risponda esclusivamente a una strategia di marketing e non, come vogliono farci credere da questo articolo su La Repubblicauno strumento per “allargare il bacino dei lettori”. La Newton Compton è una via di mezzo tra il piccolo e il grande editore. È una di quelle poche case editrici che, in questi anni di crisi, è stata in grado di mantenere stabile, se non aumentare, il suo fatturato, presentando un catalogo sempre vario, dove non mancano autori emergenti.

Per essere un paese che non legge, è strano vedere ai vertici delle classifiche titoli come Amleto, Il sogno e la sua interpretazione, I racconti del terrore e così via. Da una parte si spera che l’iniziativa insinui il seme nel dubbio nei lettori deboli e li convinca a fare uno sforzo, dall’altra si sa che sfoggiare una libreria ben fornita è il sogno non solo dei lettori accaniti, ma anche di chi libri non ne legge.

Non mancano le polemiche dagli scrittori emergenti che difendono la loro categoria, come Luca Bianchini che ricorda la storica iniziativa della stessa casa editrice quando nel ’92 lanciò i “100 pagine in 1000 lire”. Lui ammette di averli comprati “a iosa all’Università senza averne letto nemmeno uno”. Perché? Da universitaria fuori porta sono andata dritta in libreria e ho razziato lo scaffale Live, perché erano classici che ho sempre desiderato avere in cartaceo e, dato che i soldi dell’affitto non crescono sugli alberi, ne ho approfittato. Bianchini (uno scrittore) non sarà mica un lettore debole?

Poi prosegue: “Uno dei veri problemi dei libri è che vengono percepiti troppo cari: nessuno protesta per una pizza a 9 euro, ma 16 euro per un romanzo… sono una follia!” Credo che il paragone sia insensato: una pizza e un romanzo sono due cose completamente diverse. Non semplificherei in questo modo il discorso sulla mentalità di un popolo che non le dà valore alla cultura. E poi, in tempi di crisi, si sta rinunciando anche alle pizze.

Conclude sottolineando la possibilità che la collana Live tolga spazio ai suoi romanzi. Ma se il romanzo di unscrittore-imperfetto esordiente coinvolge il lettore, allora comprerà anche quello. Magari penserà di poter prendere due piccioni con una fava: acquistare i classici a un euro e un esordiente. E poi messa così sembra che il lettore sia un povero vagabondo della libreria che, tra le miriadi di proposte, sceglie tra i romanzi il “meno peggio”.

Come risposta ho considerato un pezzo di Domenico Naso de il Fatto Quotidiano, che ragiona in modo più spicciolo: perché spendere “15 o 20 euro per leggere le elucubrazioni del personaggio à la page di turno” quando posso avere i classici a così poco? E si rivolge agli “scrittori e scrittorucoli nostraniche “si lamentano del danno irreparabile che Live fa alle loro ambizioni personali. Scrivessero meglio, piuttosto”. Sincero e senza peli sulla lingua. È consapevole che gli italiani non leggono ma è fiducioso nel successo della collana, sia per creare nuovi lettori che per rafforzare i lettori forti.

Bianchini e Naso hanno ribadito una triste realtà: in Italia ci sono troppi scrittori e pochi lettori. Le iniziative come quelle della Newton Compton possono aiutarci a uscire dall’impasse? O penalizzeranno soltanto le piccole case editrici?

Avete acquistato i Live? Che ne pensate?

  

Annunci