coverAutore: Luca Pietrantoni, Gabriele Prati

Edizione: il Mulino

Anno: 2011

Pagine: 143

Prezzo: 9,80 €

Analisi

Da sempre ho aborrito i pregiudizi e gli stereotipi. Forse la differenza di significato dei due termini non è sempre chiara. Questo libro me l’ha ricordata: il primo è un giudizio a priori, senza fondamento; il secondo indica l’idea che esistano tratti che contraddistinguano i membri di un gruppo.

Mi ha ricordato che anche io cedo alla tentazione di classificare le persone, inserendole in appositi scomparti, come se fossero predefiniti da una tacita norma sociale. Più che norma la definirei “ideologia dominante di una società”, un messaggio latente che assimiliamo sin da piccoli, fin quando non è parte di noi. Il problema sorge quando le credenze iniziano a sgretolarsi sotto il proprio senso critico.

Ero sicura di aver ascoltato attentamente le parole “Meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay” e guardato e riguardato i gesti di un anziano politico, da aver allontanato il machismo riproposto continuamente dalla televisione e a cui molti (troppi) italiani fanno ancora affidamento. Ricordo progetti fatti a scuola, seminari sulle differenze di genere all’università, per poi rendermi conto che la “sensibilità” che si dimostra sui temi della sessualità è tale soltanto in queste occasioni, poi fuori ci scivolano addosso, come un problema che non ci interessa in prima persona ed è quindi lontano da noi.

Con una sola frase sono al punto di partenza: “Voglio un amico gay perché non so abbinare i colori dei vestiti”. La frase era ironica ma evidentemente esprime non soltanto una donna che non aderisce a norme scontate per il suo sesso, ma anche il riverbero di quel machismo a cui non aderisco, ma che assumo per un certo agio conformista.

La risposta, oltre al silenzio d’imbarazzo, era una mano che mi porgeva il libro e una voce che mi consigliava caldamente di leggerlo.

Il libro è un saggio che, in sette capitoli, affronta il tema della diversità, di quello che noi (eterosessuali) consideriamo diversità: il diverso orientamento sessuale. Diverso da chi?

Pietrantoni e Prati ci espongono argomentazioni semplici che analizzano cos’è l’omosessualità, considerando anche il mondo animale e le diverse culture nel mondo, cos’è l’omofobia e, più in generale, lo stile di vita di omosessuali, bisessuali, transessuali. Le analisi proposte non ci forniscono soltanto una visione chiara dal punto di vista scientifico e medico, ma toccano anche altri campi come la storia e la lingua non esitando a proporre analisi statistiche. È una panoramica accurata in poco più di 140 pagine che ci fornisce una visione d’insieme sull’odierna situazione dell’omosessualità. Da panoramica

È un’utile guida sia per chi si affaccia al mondo di gay e lesbiche e vuole conoscere se stesso, sia per chi crede di sapere tutto sull’argomento.

Riassumere l’intero contenuto in poche righe è impossibile. Ecco perché ho scelto 4 cose non sapevo o ero convinta di sapere:

  1. “L’orientamento sessuale (inteso come desiderio) non coincide con il comportamento (inteso come atto fisico) si distinguono gay e uomini che fanno sesso con uomini e tra lesbiche e donne che fanno sesso con le donne”
  2. “L’orientamento sessuale dei genitori non influisce di per sé sulla qualità delle relazioni familiari, né sullo sviluppo di tipo cognitivo, emotivo e sociale dei figli. Nessuno psichiatra o psicologo potrebbe distinguere chi è nato da una famiglia eterosessuale o omosessuale”
  3. “Già a 8-10 anni i bambini acquisiscono e utilizzano terminologie denigratorie verso gay e lesbiche ancor prima che gay e lesbiche designano persone attratte dallo stesso sesso”
  4. “Gay e lesbiche sono più vulnerabili rispetto a specifici problemi di salute fisica e mentale a causa dello stress sociale”
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