L’altro giorno l’ho fatto di nuovo: con la scusa di una passeggiata mi sono diretta verso la libreria. Fa buio prima e il freddo è in agguato quando del sole sono rimaste poche sfumature rossastre all’orizzonte, motivo in più per stare rinchiusi in quell’ambiente caldo e pieno di libri. C’era più gente del solito, c’erano più bambini del solito con le mamme che speravano di recuperare un po’ del loro spazio (e della loro forma) aggirandosi tra i libri di libreriadiete miracolose, di giardinaggio e (qualche volta) anche di tarocchi. Non sono tutte così, ci sono quelle che gravitano intorno alla letteratura erotica, la sbirciano con la coda dell’occhio ma rischiano di diventare strabiche e si decidono ad andare alla cassa: “Avete 50 sfumature di grigio?” aggiungendo un “Mi pare si chiamasse così, no perché sa, una mia amica me l’ha consigliato” e danno il meglio di sé per sfoderare un sorriso innocente.

Altre lettrici e lettori si concentravano sul castello di libri costruito in occasione dell’uscita di bestseller come Joyland (Stephen King), E l’eco rispose (Khaled Hosseini), Come inciampare nel principe azzurro (Anna Premoli). Le torri del castello sono sbilenche, forse bisognerebbe restaurarle.

Sarà perché la libreria si trova nel centro commerciale, sarà perché la gente ha le tasche piene (o meglio vuote) di cianfrusaglie, che è tutta qui, smarrita. Certo, quelli decisi ci sono, che afferrano un libro ed elemosinano uno sconto alla cassa, anche se sanno che non lo avranno e che avrebbero fatto quell’acquisto in ogni caso.

Il mini-stand della Newton Compton, di quella collana che ha fatto tanto scalpore, è ancora qui e nelle sue celle restano pochi libri che riescono ad attirare un uomo e una donna. Passando lì vicino sento che la donna di mezz’età si rivolge a quello che potrebbe essere suo marito: “Ho trovato cosa puoi regalare a Lara! Il Kobo” il marito non risponde, forse pensa che la moglie si stia esercitando a mescolare parole italiane con alcune straniere. “Che?” la curiosità prende il sopravvento. “Un Kobo! Un lettore ebook!” risponde la moglie con il sorriso di chi la sa lunga.

Mi fermo mentre noto che Fabio Volo si trova vicino a Italo Calvino: è uno dei primi segni dell’Apocalisse? “Quasi quasi mi faccio un ebook reader” è strano sentire parole straniere uscire dalla bocca di un uomo che forse ha superato la cinquantina. Sì perché in questa città che non esiste la popolazione anziana sta superando (o ha superato) quella giovanile e quando senti parole straniere contorcersi nella bocca di chi è più in là con l’età ti viene un po’ il sorriso da “Allora non tutto è perduto”. Gli ebook sono arrivati anche a Fantasia, ma resta il fatto che sono tutti lì ad accarezzare copertine.

Se anche nella terra di mezzo sono arrivati i pixel, l’inchiostro elettronico e gli epub perché sono tutti qui ad acquistare libri?

Una saggia nonna dice che “un libro è sempre un libro”. La definizione di libro è cambiata da quandoebook-libri-tablet accanto c’è la parola “elettronico”? La risposta è sì e no. Si sono spese tante parole per gli ebook, tutte cose che potrei ripetere all’infinito fin quando non saranno una realtà consolidata anche in Italia. Quando penso all’affermarsi dei libri elettronici mi chiedo se questa novità possa essere paragonata alla sorpresa dei miei nonni quando mi raccontano dell’arrivo della televisione. Vorrei paragonare le sensazioni e non il grande impatto che di sicuro la tv ebbe per le persone al tempo.

Gli ebook si sono fatti avanti timidamente e con qualche intoppo, ma sembra che proprio su di loro si dovrà investire nel futuro se si vorrà contare qualcosa nel mondo dell’editoria.

Possediamo o siamo interessati ad avere un lettore ebook, ma non rinunciamo a passeggiare tra gli scaffali delle librerie. Potremmo chiamarlo orgoglio, potremmo definirlo vanto, forse non è neanche un sentimento, è un istinto primordiale che porta la natura umana a voler possedere le cose. Non ci si accontenta di costruire una libreria virtuale, con tanto di scompartimenti dove i libri sono ordinati per genere. Sia che si tratti del proprio amante, sia che si tratti di sfoggiare miriadi di volumi nella propria libreria, l’importante è possedere, occupare spazio, appagare la propria vista e quella degli altri. Chi ha detto che non può esistere il book porn?

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