La donna in gabbiaAutore: Jussi Adler-Olsen

Edizione: Marsilio

Anno: 2011

Pagine: 461

Prezzo: 12, 50 €

Trama

La polizia di Copenaghen ha istituito la Sezione Q, un reparto che si occupa dei casi irrisolti. Capo della sezione è Carl Mørck, agente appena rientrato in servizio dopo aver rischiato la vita in un’indagine. È un individuo scomodo per i membri della centrale e così si ritroverà nel seminterrato dell’edificio a sfogliare i casi archiviati insieme ad Assad, lo stravagante assistente siriano. Insieme si concentrano sul caso di Merete Lynggaard, una parlamentare scomparsa in circostanze sospette.

Analisi

Non sono per le generalizzazioni, ma devo ammettere che i gialli/ thriller nordeuropei sembrano avere caratteristiche simili. Confesso di non aver letto la trilogia Millennium, che ha sicuramente incentivato la traduzione delle opere provenienti da quella parte d’Europa. L’ipnotista di Lars Kepler (pseudonimo della coppia svedese Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril) è un altro romanzo che mi ha colpito appena uscì nel 2010. Lo richiamo alla memoria perché ho provato sensazioni simili leggendo La donna in gabbia.

Ciò che mi ha lasciato a bocca aperta è l’originalità della trama. Di gialli se ne sono scritti e se ne continueranno a scrivere, ma ancora non avevo incontrato una sezione di polizia per i casi rimasti irrisolti, un assassino apparentemente irrintracciabile e una sete vendetta tale da dover ricorrere a una camera di decompressione. Per il ritmo cadenzato e lo stile conciso, che non lascia adito a fraintendimenti, ho pensato che dovesse essere una deformazione professionale dell’autore, che è stato giornalista. Invece, in questo caso, ricalca alla perfezione il carattere del protagonista: un poliziotto con del fiuto da vendere, un po’ arrugginito e con un mare di debolezze sulle spalle dopo aver rischiato la vita. Altrettanto curato è il personaggio di Merete Lynggaard, una parlamentare determinata e sicura di sé che nasconde una sensibilità riservata al fratello handicappato.

La narrazione segue due archi narrativi, la prigionia di Merete dal 2002 e le indagini di Carl Mørck nel 2007, che alla fine combaceranno. A far guadagnare punti al libro sono le parti riservate alla donna rapita, ai suoi pensieri e alle sue azioni portate all’estremo, mentre le indagini di Mørck scorrono lente e noiose.

La sensazione di tensione non è ben calibrata e si concentra verso la fine, così da far scorrere la conclusione molto veloce sotto gli occhi dei lettori. Sarà l’intento di voler riprodurre fedelmente i ritmi di una centrale di polizia e le condizioni di un agente sotto shock, ma non mi ha colpito particolarmente.

– Dal libro è stato tratto il film The Keeper of Lost Causes

– La serie della Sezione Q diventerà una serie tv prodotta negli Stati Uniti

– Potete leggere un’intervista all’autore su Finzioni

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