Amazon ha inaugurato la rivista letteraria Day OneL’azienda di Seattle occupa un’altra parte di mercato, attenta com’è a distinguersi dai competitors ma, soprattutto, a mettere al primo posto le esigenze dei consumatori. La rivista, per ora disponibile sul mercato americano, prevederà un’uscita settimanale rigorosamente in formato Kindle. Un’altra mossa astuta per creare, come la Apple, anche se in modo più allargato, un club esclusivo per gli appassionati di lettere. Infatti, l’obiettivo della webzine letteraria è dare spazio agli autori emergenti attraverso la pubblicazione dei loro racconti, aggiungendovi la poesia e le traduzioni in Amazoninglese di altre opere. Non finisce qui perché alla scrittura si aggiunge l’arte: la copertina di ogni uscita verrà realizzata da un artista esordiente. L’offerta di lancio per l’abbonamento annuale è di $ 9.99 che poi passerà a $ 19.99.

Bezos prosegue con la politica del regret minimization framework, cioè non esitare e puntare sugli investimenti. È lo Steve Jobs dell’e-commerce e per celebrarlo Brad Stone ha pubblicato Vendere tutto. Jeff Bezos e l’era di AmazonIl giornalista del Bloomberg Businessweek, che si è interessato in passato alla storia di Google, Apple, Facebook, Twitter, ha affermato che il libro nasce dalla volontà di raccontare una delle aziende più importanti al mondo “che ha cambiato il modo in cui facciamo acquisti e leggiamo”. Frutto di anni di ricerche, Vendere tutto non è un libro denuncia, è più un resoconto (io la definirei trovata pubblicitaria), che si ferma dove trova i paletti stabiliti da Bezos. D’altronde c’hanno pensato gli scandali degli ultimi anni a farci capire che c’è del marcio nell’azienda di e-commerce più famosa al mondo: il ritorno al taylorismo per gli impiegati nei magazzini (cronometrati da appositi scanner), il pagamento delle tasse in Lussemburgoguardie vicine a gruppi neo nazisti e tanto altro.

Cadabra.com era il nome della neonata azienda, poi cambiato in Amazon nel 1995. Già da allora il suo creatore aveva uno sguardo lungimirante e adocchiava i prodotti su cui concentrarsi per continuare a espandersi in futuro: oltre i libri anche CD, DVD, tecnologia per computer.

In realtà la formula magica di Cadabra.com una magia l’ha fatta con i suoi pro e i contro. Ha permesso a milioni di persone di poter accedere a un catalogo di libri con vasta scelta e averli a casa in pochi giorni, magari senza spese di spedizione. Sto pensando a chi, in piccoli centri, non ha disposizione librerie ben fornite o a chi, pur abitando nelle aree metropolitane, si vede costretto a trovare sugli scaffali sempre gli stessi titoli e quindi avere una scelta limitata.

L’avvento di siti come IBS e Amazon è stato un po’ come la comparsa degli ebook. Le abitudini dei lettori vengono stravolte: la libreria è digitale e i libri si acquistano grazie alle recensioni lette qua e là. Un bel colpo di grazia alle librerie indipendenti. Poco tempo fa abbiamo appreso della chiusura della storica libreria Guida di Napoli a cui mancavano 5 anni per festeggiare il centenario di attività, ma anche la libreria Bocca a Milano e Odradek a Roma che non riescono ad arrivare alla fine del mese.

Tutelare i librai è solo l’ultima delle preoccupazioni dell’Italia. Siamo lontani dal Centre National du livre che in Francia tutela le librerie indipendenti ed è arrivato a un importante traguardo. Il parlamento francese ha approvato la legge che vieta di unire la consegna gratuita allo sconto del 5% (sconto massimo applicabile dai librai). Un mondo parallelo dove quando si parla di lettori deboli s’intende chi legge “solo” 7-8 libri l’anno.

Le conseguenze dell’acquisto online di libri, come quelle degli ebook, ci arriveranno più tardi, come un’eco che è rimbalzata per i pesi europei. A quel punto vorrà dire che qualcosa è cambiato. Le grandi case editrici sono come Amazon, producono e distribuiscono da sé, soltanto quando questo meccanismo verrà stravolto potremo parlare di una vera riorganizzazione e forse rinascita di validi concorrenti.

Le soluzioni

Parliamoci chiaro: far ripartire la cultura non è qualcosa che si realizza grazie a iniziative isolate. Ci vogliono i soldi. Trovo che ci sia un profondo collegamento tra la crisi (economica, culturale, di un popolo insomma) e il declino culturale. Non a caso penso al miracolo economico italiano, in cui si registrò l’aumento dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione.

Tuttavia ripetersi “in Italia non si legge” di certo non risolverà la situazione, ma allo stesso tempo fa subentrare la consapevolezza che la singola (e temeraria) iniziativa non abbia effetto. La verità è che per la cultura ci sarebbe bisogno di un modello economico sulla scia di Amazon. Investire investire investire.

Nell’attesa di questo sogno impossibile, mi ripeto di smetterla con il pessimismo ed elenco le risorse attraverso le quali si può arrivare a una soluzione:

  • Cepellil Centro per il libro e la lettura, istituito dal Ministero dei beni culturali, che attua “politiche dilibri diffusione del libro e della lettura in Italia” e promuove “il libro, la cultura e gli autori italiani all’estero”. Insieme all’Associazione Italiana Editori promuove la campagna Il Maggio dei Libri.
  • AIEper avere uno sguardo sempre aggiornato sulla situazione del libro in Italia. Per dare spazio alle piccole case editrici, organizza Più libri più liberi, la Fiera della piccola e media editoria (che si terrà a Roma dal 5 all’8 dicembre). Inoltre, durante il Maggio dei Libri, ha lanciato l’iniziativa Amo chi legge…e gli regalo un libro, che vedeva protagoniste le biblioteche pubbliche e scolastiche. Si partiva da una lista di 100 libri per ragazzi imperdibili di oggi (stilata grazie all’Associazione Italiana Biblioteche) che le biblioteche richiedevano alle librerie più vicine. Durante il Bookcity a Milano terrà una serie di incontri-workshop che, come affermato dal presidente Marco Polillo, ruoteranno “attorno alle nuove professioni e ai nuovi modi di intendere il libro”.
  • AIBL’Associazione Italiana Biblioteche si muove per la tutela dei servizi bibliotecari che ha promosso, insieme all’Associazione Culturale Pediatri e Centro per la Salute del Bambino – ONLUS, l’iniziativa Nati per leggere, per sostenere la lettura ad alta voce ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni.
  • ALIIl presidente dell’Associazione Librai Italiani si è fatto portavoce di una proposta concreta. Ha perso le speranze per una definizione più precisa della legge Levi e propone la detrazione fiscale per le spese dei libri.  

Annunci