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Edizione: Giunti

Anno: 2012

Pagine: 445

Trama

Charles Bovary è un benestante agente sanitario che, dopo la morte della sua prima moglie, si risposa con una ragazza di campagna, Emma Rouault. La giovane sognatrice è da sempre mossa dal romanticismo e dalla volontà di vivere nel lusso, ma il semplice Charles non riuscirà a soddisfarla. Così Emma intraprenderà una serie di avventure amorose con altri uomini nella speranza di vedere realizzati i suoi sogni.

Analisi

Recensire un classico mi fa sempre paura, un po’ per il timore di non riuscire a spiegare perché è diventato tale, un po’ perché, quando un libro piace, ogni commento sembra inutile.

Una caratteristica che attribuisco ai classici è la capacità di far identificare il lettore anche a distanza di secoli e, soprattutto, far identificare un lettore che non si accosta, neanche lontanamente, ai personaggi. Questo perché molti grandi autori, tra cui Flaubert, riescono a riportare la natura umana, al di là della distanza dovuta all’epoca e al modo di pensare. Nel caso particolare di Madame Bovary credo che l’identificazione sia favorita proprio dal realismo, di cui è considerato il manifesto.

Flaubert fa suo un evento di cronaca realmente accaduto (il suicidio di Delphine Delamare, donna di provincia) e lo farcisce di tutti quegli elementi fondamentali del realismo. A muovere la sua scrittura è sicuramente la prima regola fondamentale di uno scrittore: mostrare senza dire. Il personaggio di Emma, infatti, viene utilizzato per un duplice scopo: non solo è la lucida rappresentazione e, per lo scrittore, una vera e propria presa di coscienza, della condizione delle donne del tempo che, come Emma, sono impotenti e non possono controllare la loro vita (tanto che la stessa protagonista in dolce attesa esprimerà il desiderio di avere un maschio perché “una donna ha continui impedimenti […] La sua volontà, come il velo del suo cappello tenuto da un cordoncino, palpita a tutti i venti, c’è sempre un desiderio che trascina, e una convenienza che trattiene”), ma è anche una ripresa del romanticismo e una critica alla nascente classe medio-borghese.

Senza esprimere il suo giudizio, Flaubert ci mostra più volte l’avversione per questa classe sociale grazie alla stessa protagonista che, nel corso della storia, si lascerà andare al desiderio di vivere nel lusso, e ad altri personaggi come Homais, un borghese che una volta arricchito, dall’alto della sua superbia dimostrerà in realtà la sua ignoranza per il bene comune e la comprensione umana, o anche padre Bournisien, il prete che rappresenta l’inutilità dei riti della Chiesa che, ormai, placano le anime ipocrite e ignoranti della borghesia. Ai ritratti accurati si aggiunge la verosimiglianza e quello che Verga sosterrà più tardi: “La mano dell’artista rimarrà assolutamente invisibile e l’opera d’arte sembrerà essersi fatta da sé”. Attraverso Madame Bovary si conoscono personaggi ben tratteggiati e si assaporano descrizioni, sempre minuziose e suggestive.

Ciò che stupisce è anche la sensibilità dello scrittore tale da concepire l’articolato animo di una donna del tempo e, soprattutto, renderla un personaggio plausibile.

Proprio per tutte queste qualità, dopo poco l’uscita dell’opera, Flaubert venne processato per “oltraggio alla morale”. Ne uscirà assolto ma distrutto e ora, dopo due secoli si merita una rivincita.

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