Contro tutto questo voi non dovete far altro (io credo) che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili. Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare.

PasoliniSono le parole che Pier Paolo Pasolini non ha potuto pronunciare e che sono parte del discorso letto al Congresso dei Radicali nel 1975, due giorni dopo la sua morte.

Non sono pratica dei discorsi, soprattutto quelli di fine anno. In un certo senso li ho odiati perché tendono a sottolineare che un altro anno è passato, ricordando quanto è successo e quanto è stato fatto. In questo modo si ha un’idea frammentata del passare del tempo, della propria vita. Non ho mai ascoltato un discorso che stabilisse una continuità tra l’anno appena passato e l’anno che deve arrivare, ma forse ci vuole una buona dose di lucidità e lungimiranza per prevedere, almeno in parte, cosa ci aspetta.

Io mi affido alle parole che Pasolini rivolgeva agli intellettuali, invogliandoli a non crogiolarsi nel successo dei risultati ottenuti, ma continuare imperterriti verso nuove strade, nuove battaglie. Lo scrittore sentiva il bisogno di richiamare l’attenzione degli intellettuali per metterli in guardia a causa di quella mutazione antropologica che aveva coinvolto il popolo italiano e che neanche la politica e la Chiesa avevano compreso. Sono anni in cui si afferma il Nuovo Potere: il consumismo. Forse, alla fine, non se ne sono accorti neanche gli intellettuali.

Estrapolandola dal suo contesto, la frase ha comunque la sua forza. Ogni volta che la leggo, non posso far altro che provare speranza e ottimismo nel futuro. Anche davanti alle scoperte dell’acqua calda dell’Huffington Post.

Il 2013 è stato un anno disastroso per i libri se si considera che 6 italiani su 10 non ha neanche un libro in casa. I dati dell’Istat ci restituiscono una realtà frammentata, ma complessivamente disastrosa. La pratica della lettura è inversamente proporzionale all’età: le differenze si delineano già durante la scuola in cui, il dato più ottimistico, riguarda il 57,2% dei bambini che leggono tra gli 11 e 14 anni.

L’educazione scolastica incide, come anche la famiglia (75% i lettori tra i 6 e i 14 anni con genitori lettori) e resta il divario tra il Nord (in cui si legge di più) e il Sud e le isole. Sapevamo che l’Italia non è un paese di lettori forti, chi legge un libro al mese è appena il 13% della popolazione, mentre la metà dei lettori ha letto 3 libri durante l’anno.

Indizi di ottimismo derivano dal maggiore sfruttamento, per incentivare la lettura, delle librerie indipendenti (segno di volersi distaccare dall’offerta standardizzata delle grandi case editrici) e la distribuzione online.

L’unico pensiero che mi viene in mente, pensando a quello che voglio fare della mia vita è: ma chi me l’ha fatto fare. Ma l’iniziativa che ho proposto mi è stata ispirata proprio dalla frase di Pasolini. Per questo il mio proposito per l’anno nuovo e rileggere questa frase ogni volta che sentirò mancare la speranza.

Quali sono le citazioni a voi care? Le rileggete in particolari occasioni?

Buon anno a tutti!

mezzanotte

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