In Italia non si legge, 6 italiani su 10 non hanno un libro in casa e le librerie chiudono o sono in crisi.

«La crisi rischia di farci chiudere. Sostieni la più antica libreria-bocca-milano_980x571libreria d’Italia regalandoti un libro» era il grido d’aiuto della storica libreria Bocca di Milano, tra le più antiche d’Italia, situata nella prestigiosa Galleria Vittorio Emanuele. A non farcela, dopo 95 anni, è stata la libreria Guida a Napoli che ha chiuso l’attività a fine 2013.

Il fattore culturale, e cioè che la lettura non fa parte delle consuetudini degli italiani, è solo una delle cause che hanno determinato il declino delle librerie. Ci sono anche i crescenti acquisti su Amazon e l’affermazione degli ebook.

Per risalire il baratro è impossibile trovare un’unica soluzione. Bisogna procedere per piccoli passi, come aveva inaugurato il governo Letta. Infatti, lo scorso 13 dicembre era stato annunciato il decreto Destinazione Italia, “per favorire una maggiore diffusione della lettura dei libri cartacei è riconosciuta una detrazione fiscale del 19% sulle spese sostenute nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri muniti di codice ISBN, per un importo massimo di 2000 euro, di cui 1000 euro per i libri scolastici e universitari e 1000 euro per tutte le altre pubblicazioni”. Il sogno è già storia vecchia, infranto all’inizio di febbraio, quando l’onorevole Marco Causi, del PD, ha riportato tutti con i piedi per terra. È stato proprio lui a emendare il decreto affermando che non può essere attuato per “esiguità di risorse”. Intanto Alberto Galla, presidente dell’Associazione librai italiani, ha rilevato altre pecche del decreto come lo sconto che coinvolgerà i librai, non i cittadini, e il riferimento ai libri scolastici e non di varia (quindi i romanzi sono esclusi). Le sue speranze vengono riposte nel neo-ministro Franceschini che, essendo anche autore per Bompiani, potrebbe comprendere da vicino i problemi del mercato del libro.

Crisi. Lo scenario italiano è caratterizzato da questo leitmotiv e ogni volta che riscrivo quelle parole all’inizio del post, mi rendo conto di quanto stia diventando una routine, un aspetto destinato a durare all’infinito, in cui è impossibile fare previsioni. Una domanda sorge spontanea: ma che succede negli altri paesi?

Forse, attraverso uno sguardo d’insieme, potremmo affermare che i mutamenti traumatici nella storia del libro non stanno avvenendo solo in Italia. Chissà potremmo trovare anche altre soluzioni.

Gran Bretagna

librerie-indieIl Guardian ritiene che la chiusura di molte librerie indipendenti è dovuta a un cambiamento delle abitudini di acquisto. “Il numero delle librerie che abbelliscono le strade inglesi sono scese sotto quota 1000” a causa della concorrenza di supermercati, Amazon ed ebook. La Bookseller Association ha promosso la campagna Book Are My Bag, a sostegno delle librerie indipendenti, avvalendosi della collaborazione di star come Lily Cole, il celebre chef Rachel Khoo e il presentatore TV Dawn O’Porter.

Le librerie indie stanno soffrendo per una diminuzione del 9,8% nella vendita dei libri stampati, addirittura la flessione sarebbe dovuta al rallentamento delle vendite della trilogia di E.L.James.

James Daunt, proprietario della catena indipendente Daunt Books, ha individuato un segnale di cambiamento: “Le librerie stanno imparando a sopravvivere aprendo caffè e offrendo nuove idee come servizi in abbonamento dove ai lettori vengono inviati regolarmente libri per soddisfare i loro interessi e gusti”. Sembrerà uno stravolgimento del concetto di libreria, ma questi espedienti potrebbero recuperare la funzione sociale aggiungendo un pizzico di novità.

“Nobody gets rich selling books, you do it because you love it” è la sentenza finale di Daunt.

Francia

La Francia è il paese più attento alla salvaguardia delle librerie indipendenti. Il Centre National du livre sostiene le librerie indipendenti attraverso dei marchi, una sorta di premi per essersi contraddistinte per qualità del loro lavoro sul territorio, che gli permette di ricevere agevolazioni fiscali.

Inoltre a gennaio il Senato ha approvato la proposta di legge «anti-Amazon», avanzata dal ministro della cultura Aurélie Filippetti. Amazon non potrà concedere la consegna a domicilio gratuita e lo sconto del 5% sui libri online. Il piano della Filippetti intende sostenere le librerie anche attraverso sovvenzioni di circa 7 milioni di euro dagli editori e 11 milioni dai fondi pubblici.

Giappone

Pare che in Giappone tredici compagnie si stiano organizzando per promuovere la vendita degli ebook nelle librerie. Probabilmente, per incentivare l’iniziativa si opterà per gift card o servizi in abbonamento. Resta il fatto che, se venisse realizzata, dovremmo guardarla con molta attenzione.

Perché recarmi in una libreria per acquistare e scaricare ebook quando posso farlo da casa? Ci saranno solo librerie elettroniche o l’acquisto online sarà eliminato per permettere la sopravvivenza dei luoghi fisici? Sono alcuni interrogativi che inevitabilmente nasceranno se la novità avrà successo o meno.

Stati Uniti

James Patterson, scrittore famoso per la serie Le donne delBookstore-Indie-300x200 Club Omicidi, ha donato un milione di dollari alle librerie indipendenti statunitensi. Uno degli autori più ricchi al mondo è consapevole del lento e traumatico passaggio dal cartaceo al digitale, ma, ha affermato alla CBS, “non lo stiamo facendo in modo sano, civile e organizzato”. Anche negli Stati Uniti, dove tutto sembra così angelico e perfetto, stanno chiudendo numerose librerie indipendenti.

Eppure il loro declino non dovrebbe essere attribuito solo alla dicotomia tra carta e inchiostro elettronico. Infatti, un’indagine del Pew Research Center ha rivelato che i lettori non abbandonano facilmente i libri cartacei. Rallenta la crescita dell’ebook che nel primo trimestre di quest’anno si attesta al +4,7%, una cifra decisamente lontana da quelle degli anni scorsi.

Può darsi che, dopo l’entusiasmo iniziale, il libro elettronico abbia dimostrato la sua inadeguatezza per alcuni generi (come la non fiction) o alcuni luoghi (trattandosi di un libro c’è bisogno di concentrazione e del luogo adatto).

The Atlantic riporta un’intervista di Oren Teicher, direttore generale dell’American Booksellers Association, che individua alcune caratteristiche della vendita indipendente di libri:

  1. La crescente popolarità dell’acquisto locale. I consumatori stanno riscoprendo il fascino delle librerie indie che, a differenza della grande distribuzione, si contraddistinguono perché presentano un’offerta variegata, spesso lontana dalle logiche del marketing e incentrata sula qualità.
  2. La tecnologia ha migliorato la vendita dei libri, non solo degli ebook. Le librerie possono avere siti web e social media per comunicare con i clienti, perché l’uso della tecnologia permette di tenere traccia nelle vendite, degli ordini e rifornire l’inventario migliorando la gestione del negozio.
  3. Gli editori riconoscono la rinascita delle librerie indipendenti che ha portato a lavorare più strettamente con i negozi.

Il futuro del libro e delle librerie non ha una sola strada. Magari si pensava che con l’avvento dell’inchiostro elettronico avrebbe spodestato il libro tradizionale e invece ci sono ancora perplessità da parte di lettori ed editori. Quale sarà la soluzione migliore?

 

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