GentlemenCon un salto arriviamo agli anni Venti del Novecento. Un salto che, se a noi può sembrare improvviso, per il cinema corrisponde a un ventennio di grandi novità. Lo stupore dell’occhio umano che guarda il mondo da un obiettivo si riflette in film che mostrano la realtà, la cristallizzano nella memoria collettiva o, come Méliés, hanno l’intento di stupire con le tante sperimentazioni possibili. L’avvento del cinema può essere paragonato alla stampa a caratteri mobili di Gutenberg. Così come il libro stampato favorisce la portabilità, la riproducibilità e la memoria del contenuto, il cinema apre alle stesse possibilità nel campo delle immagini in movimento.

Il-gabinetto-del-dottor-Caligari-PosterInoltre, già all’inizio del Novecento, grazie a cineasti inglesi come Williamson e Smith, nascerà il montaggio. Il film non è più una serie di quadri indipendenti tra loro, ma è costituito da parti di uno stesso puzzle. I raccordi tra le inquadrature e le alternanze tra particolari di uno stesso spazio, rendono il cinema più vicino alla narrazione causa effetto. Nel panorama mondiale c’è però una prima biforcazione: mentre il cinema statunitense assorbirà la lezione dei pionieri inglesi, quello europeo, pur avvicinandosi alla narrazione, intraprenderà una strada diversa mantenendo la cura per la messa in scena.

A dare una grande spinta al genere horror fu l’espressionismo tedesco. Così verrà chiamato anche il movimento che coinvolgerà la pittura negli anni Venti del Novecento. Per il cinema si affermò con qualche anno di scarto soprattutto grazie alla casa di produzione cinematografica tedesca, l’U.F.A. (Universum Film AG). Era nata nel 1917 con l’intento di raggiungere la grandegrb potenza americana anche sotto il punto di vista cinematografico.

Neanche il cinema poteva rimanere indifferente negli anni della prima guerra mondiale, in cui l’immaginario collettivo era dominato dagli orrori del conflitto. E così il cinema espressionista trae ispirazione dal mondo del macabro: mostra creature del male, crea mondi distorti e utilizza l’illuminazione per rendere il contrasto tra luce e buio come una metafora per il bene e il male.

Negli anni Dieci Lo studente di Praga di Stellan Rye e Il Golem di Henrik Galeen, sono gli antecedenti di quello che è considerato il vero manifesto del movimento: Il gabinetto del dottor Caligari (1920) di Robert Wiene.

A sconvolgere il pubblico è prima di tutto la trama, molto contorta a Il-Gabinetto-Del-Dottor-Caligari-Conrad-Veidtquei tempi, scritta dal duo Mayer-Janowitz, sceneggiatori che con questo film porteranno l’espressionismo al suo punto più alto. Il giovane Francis racconta la sua avventura a un anziano accanto a lui. Un giorno, nella città di Holstenwall, arriva Caligari, un losco individuo che alla fiera presenta la sua attrazione: un sonnambulo che predice il futuro. Cesare, questo il suo nome, preannuncia la morte dell’amico di Francis. Nonostante lo scetticismo dei due, l’infausto destino si avvererà. Da quel momento in poi la città viene sconvolta da una serie di omicidi che non cessano neanche dopo la cattura di quello che si pensa sia l’assassino. Sarà proprio quando Francis cercherà di ricavare prove su Caligari che farà una scoperta sconcertante, ma la vera sorpresa è il finale.

Alla trama si aggiungono le allucinate scenografie – veri e propri cartoni disegnati – realizzate da tre pittori espressionisti: Herman Warm, Walter Reimann e Walter Rorhig. La rottura delle classiche regole della prospettiva, le linee distorte e le ombre minacciose contribuiscono a creare un effetto asfissiante e claustrofobico. Infatti, la pellicola è girata in studio, c’è poco montaggio, la telecamera è fissa e gli attori si muovono in spazi così surreali da avere l’impressione di bidimensionalità.

Il_gabinetto_del_dottor_CaligariResteranno memorabili le interpretazioni di Werner Krauss, il dottor Caligari, che ha creato la figura del cattivo dei film horror (espressioni inquietanti, vestito con cilindro, guanti e bacchetta) e di Conrad Veidt, Cesare, il sonnambulo che grazie alla figura longilinea e gli occhi cerchiati di nero si avvicina all’aspetto di uno scheletro. La psicologia dei protagonisti si riflette sull’ambiente circostante fino a contorcerlo. A creare un effetto allucinatorio e spaventoso contribuiscono non solo i volti truccati pesantemente e la recitazione fatta gesti teatrali, volutamente marcati, ma anche i primi piani, altra peculiarità del cinema espressionista tedesco. Il gabinetto del dottor Caligari è un caposaldo del cinema horror, segno che il genere sa anche occuparsi di attualità e non può non essere aderente alla realtà.

Curiosità:

  • In Italia il film uscì una versione tagliata dal titolo Il gabinetto del dottor Caligaris, probabilmente un omaggio al calciatore Umberto Caligaris
  • L’immagine ritrovata della Cineteca di Bologna è il laboratorio che ha restaurato la pellicola, poi presentata in anteprima mondiale alla Berlinale, lo scorso 9 febbraio
  • Il Pinguino in Batman Returns di Tim Barton è ispirato alla figura del dottor Caligari
  • Conradt Veidt interpreterà l’ufficiale nazista in Casablanca
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