Speed-Reading-Video-Dot-Com-Sleep-Reading1

L’universo dell’editoria elettronica si espande a velocità incredibile e non è il solo. Più in generale si espande il flusso d’informazioni che dobbiamo gestire quotidianamente. Potremmo assimilarlo all’universo vero e proprio: c’è la Terra, piccola e insignificante, mentre tutto intorno a lei si espande continuamente.

Ci sarà il Big Crunch, il momento in cui l’espansione si fermerà e tutta la massa prodotta, con la sua gravità, imploderà su se stessa? Un’ipotesi sulla fine dell’universo, ma che ci può servire per descrivere l’editoria presente e, si pensa, futura. Non si tratta soltanto di letteratura – a volte non è neanche prevista – ma di una serie di conoscenze che vanno intersecandosi sempre più. E così le materie umanistiche incontrano quelle scientifiche: la parola viene codificata dal calcolatore, l’inchiostro è quello elettronico.

Nell’entropia che si va creando diventa sempre più difficile distinguere cos’è bene e cos’è male, gli avanzamenti dai paradossi inaccettabili. Sarà questo il caso di Spritz?

SpeedreadIl nome ci potrebbe dare l’idea del guizzo, del repentino esplodere di una bollicina del cocktail a cui dà il nome. Non siamo molto lontani dall’idea che Spritz vuole diffondere. Già perché l’idea della sturtup è reimmaginare la lettura.

Delle parole che lampeggiano, in posizione fissa, su un display digitale, può aiutare l’utente ad accelerare la sua velocità di lettura. The Atlantic spiega che si può “modificare la velocità, fino ad arrivare a 600 parole al minuto (circa tre volte la velocità che un lettore medio impiega per leggere un testo tradizionale)”.

Questi incredibili risultati vengono ottenuti in Spritz unendo il metodo del rapid serial visual presentation (in poche parole un modello per studiare le caratteristiche dell’attenzione) all’Optimal Recognition Point (letteralmente “punto di ricognizione ottimale”): in ogni parola si inserisce una lettera rossa per focalizzare l’attenzione del lettore e facilitarne il riconoscimento. Gli studi medici e scientifici si coniugano in funzione utilitarista e coinvolgono la passione della lettura.

Provare a leggere la presentazione su Spritz e constatare che funziona, lascia spazio alla sensazione di essere degli automi ipnotizzati.

ebook self publishingNon ci vuole lo psicologo John M. Henderson per capire che la comprensione è inversamente proporzionale alla velocità di lettura. Più la velocità aumenta e meno siamo in grado di capire e memorizzare. Cosa si spera di ottenere con Spritz?

Può aiutarci a scorrere velocemente le email, pagine e pagine su internet, ma disconosce la lettura immersa, anzi, sembra quasi trattarla come ingombrante e inutile. Nei suoi punti di forza include anche l’eliminazione di tutte le elucubrazioni, dei processi mentali che si attivano con la lettura. Allora non si potrebbe parlare più di lettura.

In questo caso si potrà parlare del Big Crunch come di un evento negativo per l’universo editoriale. Ci sono ancora delle istanze che si oppongono all’ebook e abbiamo visto quanto è stato difficile farlo entrare nelle case dei fedeli alla carta stampata, eppure il libro elettronico, in fondo, non sconvolge il canonico processo di lettura. Nell’entusiasmo del collasso di tutte le innovazioni a cui siamo arrivati finora, Spritz mi sembra un pericoloso detrito, un pezzo di asteroide che mina l’intero sviluppo.

(*) ho volutamente adottato il titolo dell’articolo su The Atlantic perché tradurlo in italiano o cambiarlo avrebbe stravolto il senso del post. Se la mia interpretazione non è errata, vedo il titolo come l’affermazione: “leggere tanto per leggere”, dove il verbo “leggere” perde ogni significato romantico per ridursi a un insieme oggettivo di lettere, un significante spogliato del suo significato (che è poi quello che fa Spritz con la lettura).  

Annunci