Gentlemen

Con L’invasione degli ultracorpi (1956) siamo in piena guerra fredda. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, lo scenario internazionale è diviso in due blocchi d’influenza controllati da una parte dagli Stati Uniti e dall’altra dall’Unione Sovietica.ultracorpi1

In America l’era di conservatorismo ideologico e della cosiddetta “caccia alle streghe” contro il nemico comunista, prima con il presidente Truman poi con Eisenhower, coinvolge il mondo Hollywoodiano tanto che le liste nere stilate per individuare i filocomunisti, costringeranno molti artisti all’esilio forzato in Europa (come Chaplin). In realtà sono anni in cui Hollywood vede il declino dell’egemonia esercitata dallo studio system: alcune misure legali abbattono il sistema verticale delle major che, nel frattempo, devono contrastare anche la concorrenza con la televisione. Questi fattori riconfigurano tecniche, stile narrativo e generi: viene optato per un rilancio del colore; la tecnica narrativa dominante è quella soggettiva o retrospettiva ed emergono alcuni generi come il western, il melodramma e nel caso de L’invasione degli ultracorpi, la fantascienza, che diventa espressione metaforica delle paure della società. Tuttavia il regista Don Siegel, che negli anni successivi diventerà un maestro nel cinema poliziesco e d’azione, ammetterà di non aver pensato, insieme allo sceneggiatore, a un taglio politico ma di 10-invasioni-aliene-al-cinema-6voler “attaccare un’abulica concezione della vita”.

La voce narrante appartiene al dottor Miles J. Bennell, che, in un ospedale dove è stato condotto dopo l’arresto, racconta le vicende della cittadina di Santa Mira. Gli extraterresti stanno invadendo la terra duplicando e sostituendo gli esseri umani durante il sonno, attraverso dei grandi baccelli. Vani sono I tentativi di dare l’allarme da parte del dottore che tenterà una fuga con la fidanzata.

Il confine tra la fantascienza, l’horror e il thriller è sfumato, ma potremmo considerarlo un altro esempio di quella politica iniziata dal produttore Lewton con Il bacio della pantera: il film è realizzato in bianco e nero, con budget ridotto, senza l’impiego di effetti speciali (eccetto i baccelli alieni), incentrato sulla capacità di far accumulare la tensione allo spettatore.L'invasione degli ultracorpi 1956

Seguendo una narrazione lineare, lo spettatore è portato a vestire i panni del protagonista che passa gradualmente dal semplice sospetto alla terribile certezza.

Non c’è dubbio che il film risenta del contesto storico, ma sarebbe una leggerezza ridurlo alla metafora della Guerra Fredda: la società americana nella metà degli anni Cinquanta era soggetta a profondi cambiamenti dovuti allo sviluppo tecnologico e al benessere economico. L’omologazione era il nuovo nemico contro cui rivolgersi e nel film è emblematico un dialogo in cui unoinvasion of the body snatchers 2043 psicologo conforta il dottore affermando che, se si lascia sostituire dagli alieni, il giorno dopo si sveglierà senza sentimenti, in un mondo dove tutti sono uguali.

A valorizzare ulteriormente la pellicola ci pensano i due protagonisti. Kevin McCarty, reduce dalla nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista e la vittoria di un Golden Globe in Morte di un commesso viaggiatore (1951) infonde la giusta tragicità al suo personaggio, così come Dana Wynter, che con il ruolo raggiunge il successo.

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