nessun_dove-copertinaAutore: Neil Gaiman

Editore: Fanucci Editore

Anno: 2011

Traduzione: Elena Villa

Pagine: 336

Prezzo: €9.90

Richard Mayhew sbarca nel mondo del lavoro e a Londra, la grande metropoli che ha il sapore di vita adulta e di futuro. Si è ambientato da poco, colleziona i troll con i capelli colorati (che fa tanto anni ‘90), ha una ragazza, un generale più che altro, che ama con tutto se stesso nonostante tutto.

Poi una sera le poche sicurezze che Richard ha del mondo si sgretolano quando decide di soccorrere una ragazza ferita, dall’aspetto di una barbona. Da quel momento in poi l’universo di Richard si popola di figure mai viste, gli emarginati, invisibili agli occhi delle persone comuni, che abitano “Londra Sotto”. La ragazza che ha salvato è Lady Porta, dal potere di aprire passaggi ovunque e per dovunque, ed è alla ricerca degli assassini della sua famiglia.

Londra è una delle metropoli che è riuscita a incanalare il passato lungo le sue strade e integrarlo con la modernità nella City, ma Gaiman non poteva evitare di inscenare la sua fantasia in luoghi simbolo come il British Museum o la cattedrale di San Paolo.

Come già è accaduto in American Gods con la House on the Rock e gli altri riferimenti geografici degli Stati Uniti nord-orientali, i luoghi reali sono i migliori candidati per aprire porte verso un mondo immaginario come se Gaiman volesse creare la storia reinventandoli.

Londra ha adottato Richard Mayhew, ma lui la dà “per scontata”. Capita che la città in cui si è nati o dove si è scelto di vivere diventi una realtà ovvia, quasi indifferente.

«A Londra esistono delle piccole bolle dei tempi passati, dove i luoghi e le cose rimangono come una volta, simili alle bolle nell’ambra» spiegò. «A Londra c’è molto tempo, e deve andare da qualche parte – non viene usato tutto in una volta.»

Le bolle dei tempi passati sono le stazioni della metropolitana che a Londra Sotto si trasformano nel loro significato letterale (Knightsbridge, il ponte dei cavalieri, Blackfriars, i frati neri, Earl’s Court, la corte del Conte) e tracciano la mappa delle avventure dei protagonisti.

C’è una compagnia piuttosto insolita: una ragazza dai poteri straordinari, la sua guardia del corpo, il giovane Richard alla ricerca della vita che fa per lui, il Marchese de Carabas che strizza l’occhio al mondo delle fiabe (il gatto con gli stivali) e poi dei cattivi che non diventano affatto ridicole macchiette. Ma soprattutto l’ingrediente principale: la capacità di Gaiman di servirsi di qualsiasi mitologia per crearne di nuova.

Nessun Dove è letteratura per ragazzi calata nel mondo crudo degli adulti ancora pervaso dall’immaginario infantile.

La serie tv

NeverwhereDVDJ.R.R. Tolkien, C.S.Lewis, Alan Moore, Edgar Allan Poe, sono solo alcuni degli autori che Gaiman lesse negli anni ’80, quando aveva iniziato la carriera di giornalista. Tra quei nomi c’è il fumetto, l’horror, il fantasy, l’immaginazione sterminata con cui lo scrittore inglese sarà sempre in debito e che, nonostante tutto, tenterà di innovare con ogni sua opera.

Accade che nel 1996 molti amanti dei fumetti della DC Comics – come faranno quelli a venire – erano d’accordo a inserire Neil Gaiman nei grandi nomi degli sceneggiatori del fumetto. Sogno era entrato, in qualche modo, anche nella vita del suo autore, divenendo la personificazione dei suoi sogni: scrivere per i fumetti, scrivere storie fantastiche.

Dopo che la serie si concluse Gaiman approda alla BBC per Neverwhere, mini-serie tv prodotta da Clive Brill e mandata in onda sul canale BBC Two.

La pubblicazione del romanzo, però, arriva solo dopo il terzo episodio della serie. Gaiman tornerà altre due volte sull’opera per revisionarla e perfezionarla, prima per il mercato americano, poi per modifiche che faranno della terza versione quella definitiva.

Un prodotto televisivo come Neverwhere anticipa il picco

Da sinistra: Porta (Laura Fraser), Hunter (Tanya Moodie), Richard (Gary Bakewell)
Da sinistra: Porta (Laura Fraser), Hunter (Tanya Moodie), Richard (Gary Bakewell)

registico e recitativo che la serialità inglese avrà dal primo decennio del 2000, anche grazie al ritorno di Doctor Who.

Evidentemente girata con un budget molto basso, Neverwhere ha il fascino delle scenografie artigianali e, allo stesso tempo, verosimile pur dovendo rappresentare un mondo parallelo. Naturalmente qualche difetto ce l’ha come molte scene d’azione e, soprattutto, la tanto attesa lotta con la Bestia di Londra Sotto per cui è meglio ripiegare sulla propria fantasia.

I colori, la fotografia sgargiante e luminosa sono il marchio vintage che caratterizza le serie anni ’90 – oltre naturalmente a maglioni larghissimi ed effetti speciali che fanno sorridere.

Quando i protagonisti non si trovano nei cunicoli bui delle fogne, gli ambienti del mercato, la carrozza del conte, sono sempre luoghi dalla luce calda e dall’atmosfera fumosa, quasi claustrofobici per quanta è la gente che li popola.

Nonostante la recitazione un po’ inverosimile del protagonista, il gruppo che intraprende l’avventura non poteva essere più variegato: Hunter (Tanya Moodie) e Porta (Laura Fraser) le donne forti, Richard (Gary Bakewell) e il Marchese de Carabas (Paterson Joseph) che incarna alla perfezione il suo alter-ego letterario ed è un misto tra astuzia e ironia che aiuta a portare avanti la serie (oltre, naturalmente, al suo abbigliamento tra lo steampunk e l’amante di musica metal).

Croup e Vandemar (rispettivamente Hywel Bennett e Clive

Il Marchese de Carabas (Paterson Joseph)
Il Marchese de Carabas (Paterson Joseph)

Russell) sono i cattivi, semplicemente memorabili, come se l’ironia omicida non fosse abbastanza combinata con il male puro. Peccato per Peter Capaldi (l’attuale dodicesimo Dottore) che rimane un anonimo, forse proprio per il ruolo dell’angelo Islington.

Sei puntate della durata di mezz’ora ciascuna, abbastanza leggere se siete curiosi di vedere com’è stato trasposto il mondo del romanzo.

P.S.:

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