Segue il pezzo dove il designer Joe Walsh spiega come ha realizzato l’immagine per la nuova copertina di Infinite Jest – il romanzo di David Foster Wallace uscito venti anni fa – vincendo il contest indetto dalla casa editrice Little, Brown and Company.

Ringrazio l’autore per avermi permesso di tradurre il pezzo e utilizzare le immagini.

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© Joe Walsh

Infinite Jest è senza dubbio il mio libro preferito, l’ho letto due volte in due anni, dire incredibile è il minimo. David Foster Wallace ha cambiato la mia vita e mi ha aiutato tradurre in parole la complessità per definire il mio modo di vedere il mondo. Ho iniziato con Questa è l’acqua (in Italia edito da Einaudi con la traduzione di Giovanna Granato ndr) e sono andato avanti. Lui ha colto davvero qualcosa della vita americana contemporanea e della solitudine, e sono felice che abbia fatto così tanto lavoro nel tempo che è stato con noi.

Ho perso la testa durante il processo di creazione della copertina. Il libro è pieno di un immaginario iconico, di spazzatura che vola attraverso l’aria, una mappa modificata del Nord America, dipendenza, diversi cappelli, bizzarre lenti fatte in casa, lampade da set, sedie a rotelle, grumi di muffa multistrato e tennis, tanto tennis.

Ho considerato tutto questo e ho creato molte versioni finali per la copertina prima di decidere l’immagine finale. Molte di queste sono immagini avvincenti, ma non si sono tradotte in copertine sorprendenti. Ho deciso che per me il tema centrale del libro aveva a che fare con cosa vediamo quando pensiamo all’Intrattenimento. Cosa ci attrae dell’intrattenimento, anche quando sappiamo che viene creato da persone a cui importa solo dei loro soldi.

Queste immagini sono uno sguardo al processo che mi ha portato a creare la copertina finale.

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© Joe Walsh

Ho iniziato con le telecamere, la descrizione che James Incandenza faceva della sua produzione di lenti mi ha sempre affascinato. Volevo rappresentare le telecamere multi-lenti bolex che Mario porta sempre con sé.

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© Joe Walsh
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© Joe Walsh

Ho anche provato con l’immaginario legato al tennis, soprattutto immagini che legano il tennis alla dipendenza. Questa immagine è un riferimento ai ragazzi ETA che spremono pigramente le palle da tennis. Volevo far apparire lo spremere intenso e disperato.

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© Joe Walsh
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© Joe Walsh

L’abbronzatura da calzino per chi pratica molto tennis all’aperto mi ha fatto venire in mente un altro crossover tennis/dipendenza.

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© Joe Walsh

Ho fatto un servizio fotografico per tentare di catturare l’espressione facciale e l’aspetto assorto di qualcuno che guarda “L’Intrattenimento”.

Che mi ha portato a:

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© Joe Walsh
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© Joe Walsh

Alcune semplici interpretazioni grafiche dell’intrattenimento.

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© Joe Walsh
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© Joe Walsh

Tutto questo mi ha condotto al risultato finale.

Quando sono stato informato di aver vinto, ho fatto un giro di revisioni con i clienti alla Little, Brown & Company, e il David Foster Wallace Estate. Sono sorte preoccupazioni per il testo illustrato e il generale colore scuro del progetto. Abbiamo lavorato insieme per arrivare al design finale.

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© Joe Walsh

Il design finale è molto più chiaro ed etereo rispetto all’originale. In questa versione lo schermo sembra più universale e meno letterale dello stare-seduto-a-guardare-la-TV-in-una-stanza-buia, più simile a una divinità.

Sono davvero onorato di essere stato scelto per questo contest e, in ogni caso, di essere entrato in contatto con l’opera di David Foster Wallace, per non parlare del fatto di essere entrato in contatto con il pubblico.

Si torna a lavoro

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