Se state pensando al porno vi sbagliate di grosso. Non mostreranno nulla ma saranno sensuali, violente, deludenti, insomma intime. Saranno citazioni che ricorderanno perché non è tutto come nei film.

Alice_Munro_In_fuga.jpg

Aveva pensato che fosse questione di tatto. Labbra, lingue, pelle, corpi, ossa che premono contro altre ossa. Un incendio. Passione. Ma non era questo che era toccato a lei e Neil. A confronto di ciò che sapeva di lui, delle profondità in cui aveva guardato, quello sarebbe stato un gioco puerile.

Ciò che aveva visto era definitivo. Come se si trovasse al margine di uno sconfinato specchio d’acqua buia. Di fredda acqua ferma. E come se non ci fosse altro al mondo che quell’acqua fredda, ferma e buia.

Non era l’alcol il responsabile. Quell’unica cosa stava in attesa, a dispetto di tutto, senza soluzione di continuità. Bere, aver bisogno di bere, era solo una specie di distrazione, come tutto il resto.

[…]

Le disse di sfilare il piede dal sandalo e glielo visitò, premendo qua e là con le dita, prima di sentenziare: – Bene. Non c’è calore. E nemmeno gonfiore. Il braccio ti fa male? Non è detto che debba –. La accompagnò fino alla porta e la ringraziò per la compagnia. Grace era ancora sbigottita di essere rientrata senza incidenti. Quasi non si rese conto che stavano per salutarsi.

A dire la verità, a tutt’oggi non sa con certezza se quelle parole siano state pronunciate davvero o se lui si sia limitato ad afferrarla e a stringerla tanto, e con tale impetuosa e mutevole forza, che le sembrò occorressero piú di due semplici braccia per farlo; le parve di essere circondata da lui, dal suo corpo vigoroso e leggero, esigente e cedevole al tempo stesso, come se Neil le stesse dicendo che aveva torto a rinunciare a lui, perché tutto era possibile, ma anche che aveva ragione, perché lui voleva solo apporre il proprio marchio su di lei e sparire.

[Alice Munro, dal racconto Passione, In fugatraduzione di Susanna Basso, Einaudi, 2004]

Annunci