Se state pensando al porno vi sbagliate di grosso. Non mostreranno nulla ma saranno sensuali, violente, deludenti, insomma intime. Saranno citazioni che ricorderanno perché non è tutto come nei film.

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Ruh invece possedeva la spietata integrità ideologica nata dall’ambizione, la calma severamente ordinata della propria famiglia e delle proprie abitudini. E Jack le minacciava entrambe con la sua sregolatezza, la sua passione per l’oscurità, che lei non provava né capiva, e dunque temeva. Non poteva seguirlo nelle tenebre. Non poteva lasciarsi andare a ciò che non conosceva, a ciò che non vedeva e non prevedeva. Non perché lui le usasse violenza, ma perché lei chiedeva di fare violenza a se stessa: quando la mano rude s’infilava nel corpetto o s’insinuava all’interno della coscia, mentre l’occhio vigile, prima con allegria e poi con trepidazione, scrutava la reazione della donna alla sua mano – tutto le chiedeva di lasciarsi domare, di desiderare ciò che non poteva offrire, di aprirsi a un compimento di cui sarebbe stata in seguito sempre e soltanto un frammento. E così, pur se la mano di Jack procedeva nel suo cammino, esplorava i crepacci e i luoghi più remoti della sua carne ed entrava in lei con la soggezione di un pellegrino, pur se lui penetrava in lei come il conquistatore di una città e la burrasca del desiderio infine lo gettava a riva su di lei, docile e senza forze come un bambino addormentato, lei continuò a trattenere una ricompensa, un dono vitale per sé. Gli negò gli occhi. Come già prima del matrimonio, rimase per lui un continente sconosciuto. Non gli offrì alcun approdo, alcuna via tracciata. Ogni volta che lui si faceva largo verso di lei, avveniva come per caso, come l’ultimo arrivato che brancola nel buio. Le si avvicinava ogni volta con maggiore trepidazione, e sempre maggior fatica.

Tra le sue braccia, sorpresa e trattenuta nelle ultime, violente folate di desiderio, Ruth si sentiva tradita e vittima: le sembrava che il tetto e le pareti della vecchia casa crollassero, lasciandola esposta alle stelle e all’oscurità distante.

[Wendell Berry, La memoria di Old Jack, traduzione di Vincenzo Perna, Lindau Edizioni, 2016, pp. 64-65]

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