Iniettare vitalità nell’editoria di oggi non è semplice. Abilità imprenditoriali e comunicative competono per fondersi con un fattore non sempre identificabile che sta nella valenza e nel successo delle pubblicazioni. Tuttavia, TerraRossa edizioni approda al mondo editoriale con un programma molto preciso: concentrarsi sulla narrativa italiana contemporanea tramite Fondanti, collana che recupera libri ormai fuori catalogo; e Sperimentali collana che, come suggerisce il nome, intende selezionare opere di esordienti con attenzione allo stile innovativo e particolare.

A fare gli onori di casa per me c’ha pensato Jenny la Secca di Claudia Lamma. Il libro mi ha presentato la nuova realtà editoriale prima di tutto graficamente: copertina brossurata a tinta unita sulla quale campeggia, centrale, l’illustrazione; nell’aletta anteriore la presentazione del libro seguita dalla caratteristica segnalazione del “Lettore ideale”.

jenny la secca copertina

Passando al contenuto, l’opera di Claudia Lamma ha due peculiarità con interessanti realizzazioni nello stile. Un gruppo di amici cresciuti insieme sin dall’infanzia è alle prese con una missione criminosa. Gull, autoelettosi capobanda, sta cercando di incastrare quelle che per lui sono state semplicemente pedine per interessi economici sin dalla gioventù. Su tutti aleggia la presenza sfuggente dell’unica donna del gruppo, Jenny, da sempre attraente ed enigmatica.

Quando i personaggi vengono presentati come attori di una tragedia sin dall’inizio del libro s’intuisce che la narrazione si sposterà gradualmente su ognuno di loro. Ed è proprio il calibrare caratteri così diversi tra loro ad avvicinarli al concreto. Dell’infanzia restano solo i soprannomi – Trip, Gull, Lambo, Toto, Gei, Bimbo, Pèval, Jenny la Secca, Faber -, forse usati con affettuosa ipocrisia o come l’espediente della maschera: illudersi di assumere l’identità passata per lasciare immacolata quella presente. Solo Jenny si eleverà a figura mitica, presente nelle visioni passate e mai parte attiva del presente: un deus ex machina dell’intera vicenda che collabora all’intera costruzione del passato tramite dettagli, soprattutto visuali.

Sviene con la certezza che Dio sia nei dettagli, come il suo karma.

Che differenza c’è tra un particolare e un ricordo, se è vero che il passato non è che un mosaico di creazioni?

Sotto la fiaccola dei dettagli disseminati nella storia i personaggi rievocano come una confessione. Il romanzo corale andrà avanti fino alla fine, sfumando dall’Atto secondo e avviandosi alla conclusione dove le parti narrative prevarranno su quelle riflessive in un montare di attese.

L’abilità nel gestire diversi spazi temporali, anche in un’unica pagina, fa in modo che a costruire un particolare siano due mani: una dal passato, l’altra dal presente riuscendo a plasmare personaggi bifronti, alcuni abbandonati alla lontananza dell’infanzia, altri che si appellano a valori che rischiano di infrangere.

Jenny la Secca promette un esordio linguisticamente abile e stilisticamente curato insieme a una storia che vuole chiamare i punti cardine della crescita e delle sue più disparate declinazioni, oltre ogni previsione nella vita adulta.

 

claudia lamma- jenny la seccaTitolo: Jenny la Secca

Autore: Claudia Lamma

Editore: TerraRossa edizioni

Pagine: 308

Prezzo di copertina:  15 €

Acquista su Amazon

Annunci