Maestre del racconto è una rubrica che congiunge scrittrici e racconti. Si vedrà come suggestioni racchiuse in poche pagine si coniugano con la vita e la scrittura di queste donne. Non si parla di scrittura di genere – se mai esiste non sono in grado di distinguerla. Qui si giudicano i libri, i racconti, l’importante è la verosimiglianza e la capacità di suscitare un fenomeno lontano e complesso come l’empatia.

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Ricorrere alla narrativa per mettere mano alla realtà ha caratterizzato alcune autrici di racconti. I motivi, tuttavia, cambiano di autrice in autrice. Lucia Berlin ammetteva di mescolare realtà e finzione ma di non mentire mai; Amy Hempel, invece, giustificava la sua scrittura come in grado di assoggettare la memoria mantenendo l’andamento sintattico e temporale; Grace Paley ammaestrava i ricordi personali con un minimalismo criptico. Tutt’altre motivazioni si celano dietro la scrittura di Toni Cade Bambara. Scrittrice, sceneggiatrice e attivista, la Bambara esordisce con Gorilla, amore mio, una raccolta di quindici racconti pubblicata per la prima volta in Italia da Edizioni Sur con la traduzione di Cristiana Mennella.

«Scrivo solo narrativa pura perché tengo alla famiglia e agli amici, ma soprattutto perché comunque dico un sacco di bugie», così la prefazione della raccolta si pone come un sillogismo paradossale che afferma di affidarsi solo alla finzione. Non è chiaro se il mentire sia rivolto al dissimulare la vita privata nella finzione o, al contrario, metterla alle dirette dipendenze della narrativa, ma leggendo i racconti della Bambara s’intuisce che non potrà mai tradire se stessa, la sua identità. Lei stessa ha affermato che la maggior parte di quello che scrive viene dalla strada e non da altri libri e dagli ambienti dove lei è cresciuta. Ambienti newyorchesi e, in particolare, una Harlem che s’impone al lettore linguisticamente e narrativamente. Le protagoniste sono tutte donne, forti, spavalde, orgogliose, ritratte soprattutto da bambine alle prese con un’educazione da forgiare autonomamente. Durante una gara di corsa ne La corsa di Raymond la rivalità tra due protagoniste insegna la stima reciproca.

Dovrebbe essere felice che la figlia non è lì fuori a saltarellare intorno a un albero della cuccagna e non si sporca i vestiti nuovi e non suda sforzandosi di essere una fata o un fiore invece di sforzarsi di essere se stessa, che significa, nel mio caso, una bambina povera di colore che non si può proprio permettere di comprare le scarpe e un vestito che lo metti una volta sola nella vita perché l’anno prossimo ti starà piccolo.

(Toni Cade Bambara, La corsa di Raymond in Gorilla, amore mio, traduzione di Cristiana Mennella, Edizioni Sur, 2017, p. 32)

Per quanto maldestra e innocua la ribellione dei bambini si espleta sempre nello scontro che sia con coetanei o adulti, per poi lasciare l’amaro in bocca nell’epilogo. Succede a Ollie che cerca disperatamente attenzioni in Tanti auguri o alla bambina che sperimenta la delusione amorosa in Gorilla, amore mio. Le dinamiche dell’amore e dell’amicizia coprono eventi e tematiche più gravi, metabolizzati solo in seguito, come l’arresto di un ragazzo innocente (Testa di legno) o la lezione sulla miseria di un’improvvisata educatrice di quartiere (La lezione). Dall’altro canto le donne adulte sono depositarie di crescita e storia, di abilità magiche e pratiche, che conservano la risolutezza infantile ma sanno declinarla in scelte più importanti.

La lingua merita un ultimo appunto: segue spesso i pensieri e, prima di proseguire nel racconto, si lancia in digressioni o sciorina periodi senza punteggiatura che solo nella lingua originale possono restituire il ritmo dello slang. Altre volte il tono si fa più lirico, ricco di neologismi, come a voler comporre una poesia in prosa (esemplare sotto quello punto di vista il racconto La sopravvissuta). Grazie a tali caratteristiche Toni Cade Bambara sbroglia il dilemma personale tra narrativa e realtà creando un ibrido. Tra i personaggi si riconoscono temperamenti simili tutti, però, plasmati singolarmente dalle scelte nelle situazioni più disparate. Incanalando le singole coscienze potremmo vedere l’autrice, lei bambina, adulta o una ragazza-bambina qualunque che si aggira nelle strade di Harlem. È la coscienza universale che condividono a dare nuovo significato alla finzione: si nutre di realtà per dare inizio a nuove storie.

 

 

Gorilla, amore mio-Toni Cade BambaraTitolo: Gorilla, amore mio

Autore: Toni Cade Bambara

Traduzione: Cristiana Mennella

Editore: Sur

Anno: 2017

Pagine: 163

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