Cerca

Il mondo urla dietro la porta

Libri, biscotti, sangue e caffè

Categoria

Quelle case nel bosco

Dimore di Lovecraft: che cos’è l’horror in realtà, per me e per voi

Case infestate in letteratura. Quelle case nel bosco è una rubrica, nelle settimane che precedono Halloween, dove si leggeranno romanzi e racconti a tema.

quelle case nel bosco-banner

Se dovessi spiegare cosa c’è di divertente nell’horror parlerei di una letteratura che riflette e osa reinventare. E, badate bene, non mi sto appellando alla Letteratura come a un piedistallo astruso e irraggiungibile se non per occhi avvezzi a riconoscere limiti e confini tra generi, ma semplicemente a una forma di intrattenimento. Mi sono chiesta perché leggo horror e ho cercato di allontanarmi dal mio punto di vista per arrivare a quello dei lettori. Continue reading “Dimore di Lovecraft: che cos’è l’horror in realtà, per me e per voi”

La fabbrica vivente di Thomas Ligotti

Case infestate in letteratura. Quelle case nel bosco è una rubrica, nelle settimane che precedono Halloween, dove si leggeranno romanzi e racconti a tema.

quelle case nel bosco-banner

La fabbrica in rovina, alta tre piani, spiccava solitaria in un paesaggio altrimenti anonimo. Benché a suo modo fosse imponente sembrava occupare un angolo modesto nel vuoto grigio del circondario, la sua presenza null’altro che un accento su un orizzonte desolato. Non c’erano strade che portassero alla fabbrica, né tracce di strade che vi avessero portato a un certo punto di un passato lontano. E se pure una strada ci fosse stata, percorrerla fino ai piedi di una delle quattro mura di mattoni rossi della fabbrica ne avrebbe sancito l’inutilità anche all’epoca in cui la struttura era pienamente attiva. Il motivo è semplice: la fabbrica non aveva porte; non c’erano piattaforme di carico né entrate che permettessero di penetrare oltre le mura esterne della struttura, la quale era in mattoni su tutti e quattro i lati senza nemmeno una finestra al di sotto del secondo piano. Il fenomeno di una grossa fabbrica così isolata dal mondo esterno era per me motivo di estrema fascinazione. Fu quasi con rammarico che infine venni a sapere che la fabbrica aveva un accesso sotterraneo. Ma com’è ovvio, questa rivelazione andò a sua volta a istigare il mio senso di stupore più sincero e degenerato, la mia fascinazione guasta.

(Thomas Ligotti, tratto da Torre Rossa in Teatro Grottesco, traduzione di Luca Fusari, Il Saggiatore, 2015)

Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola.

(Shirley Jackson, L’incubo di Hill House, traduzione di  Monica Pareschi, Adelphi, 2013)

Continue reading “La fabbrica vivente di Thomas Ligotti”

Tre incipit per tre case di Ambrose Bierce

Case infestate in letteratura. Quelle case nel bosco è una rubrica, nelle settimane che precedono Halloween, dove si leggeranno romanzi e racconti a tema.

quelle case nel bosco-banner

Un rampicante su una casa

A circa sei chilometri dalla cittadina di Norton nel Missouri, sulla strada che porta a Maysville, c’è una vecchia casa che, l’ultima volta, è stata occupata da una famiglia di nome Harding. Dal 1886 non ci ha vissuto più nessuno e, nessuno avrà più intenzione di andarci a vivere. Il tempo e il disprezzo di coloro che vivevano nei paraggi la stanno trasformando in una rovina piuttosto pittoresca. Un osservatore che non conosca la sua storia sarebbe restio a inserirla nella categoria delle ‘case infestate’, eppure, in tutta la regione circostante, questa è la sua nomea. Le finestre sono prive di vetri, i vani sono senza porta; nel tetto di legno ci sono ampi squarci, e le assi del rivestimento, essendosi ormai scrostata la vernice, sono di un grigio opaco. Ma questi infallibili indizi soprannaturali sono parzialmente nascosti e fortemente attenuati dalle foglie rigogliose di un grosso rampicante, che ricopre l’intera struttura. Questo rampicante – di una specie che nessun botanico è mai stato in grado di classificare – riveste un ruolo importante nella storia della casa.

Continue reading “Tre incipit per tre case di Ambrose Bierce”

Alle origini dell’horror, o quasi: Il castello di Otranto di Horace Walpole

Case infestate in letteratura. Quelle case nel bosco è una rubrica, nelle settimane che precedono Halloween, dove si leggeranno romanzi e racconti a tema.

quelle case nel bosco-banner

È più facile che renda schiave un centinaio di menti volgari un’opera come questa piuttosto che metà dei libri di controversie scritte dai tempi di Lutero a oggi.

Non tratterrò più a lungo il lettore, se non per fare una breve osservazione. Benché gli avvenimenti siano frutto dell’invenzione, ed i nomi dei personaggi immaginari, non posso fare a meno di credere che la storia si basi su qualcosa di vero. L’azione si svolge senza dubbio in un vero castello. L’autore sembra spesso descriverne, senza un motivo particolare, delle zone particolari.

È impossibile separare una prefazione del genere dall’opera di cui fa parte, soprattutto se parliamo di preparare il terreno per quello che sarà un genere letterario dei più sorprendenti e innovativi degli anni successivi. In effetti, parte della premessa de Il Castello di Otranto (1764) contribuiva a creare un’aspettativa quasi esoterica, più di quanto il romanzo non facesse durante la lettura. Continue reading “Alle origini dell’horror, o quasi: Il castello di Otranto di Horace Walpole”

Edgar Allan Poe e la disciplina della narrativa | A proposito de La caduta della casa Usher

Case infestate in letteratura. Quelle case nel bosco è una rubrica, nelle settimane che precedono Halloween, dove si leggeranno romanzi e racconti a tema.

haunted-houses

Son coeur est un luth suspendu;

Sitôt qu’on le touche il résonne.

Il suo cuore è un liuto sospeso;

Appena qualcuno lo tocca, suona.

DE BÉRANGER

 

In una giornata triste, buia e troppo silenziosa, con un cielo di nuvole basse e pesanti, dopo aver cavalcato da solo per un tratto di campagna particolarmente desolato, verso sera, mentre le ombre si facevano sempre più lunghe, mi trovai di fronte alla malinconica casa Usher.

Non so perché, bastò uno sguardo di sfuggita alla vecchia dimora, per darmi un senso di insopportabile depressione; insopportabile, perché questa mia sensazione non era addolcita dal fascino, quasi perverso, che hanno, perché poetiche, anche le più crude immagini di desolazione e terrore. Continue reading “Edgar Allan Poe e la disciplina della narrativa | A proposito de La caduta della casa Usher”

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: