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Il mondo urla dietro la porta

Libri, biscotti, sangue e caffè

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Recensioni

Una nuova realtà indipendente: Edizioni Black Coffee

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Black Coffee era nata come collana editoriale di Edizioni Clichy, una piccola realtà fiorentina che recupera ancora gialli e classici francesi, e pubblica narrativa per bambini. Da qualche tempo Black Coffee è diventata una realtà editoriale indipendente attraverso alcuni accorgimenti: mantiene il nome, ha una veste grafica rinnovata e il suo campo d’azione si estende. Gli Stati Uniti restano i protagonisti ma le opere scelte spazieranno dalla narrativa alla non-fiction, con un gusto per il longform dimostrato dalla collaborazione con la rivista The Believer (i cui articoli tradotti sono disponibili sul sito della casa editrice). A inaugurare Black Coffee c’è stato l’esordio di Alexandra Kleeman con Il corpo che vuoi apice di una narrativa contemporanea americana che guarda a precedenti illustri (come ho spiegato qui).

Ho intervistato Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, i due traduttori e ora editori che da tempo coltivavano l’idea di Black Coffee.  Continua a leggere “Una nuova realtà indipendente: Edizioni Black Coffee”

La montagna al maschile: Le otto montagne di Paolo Cognetti

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Gravitano sempre lì, i libri di Paolo Cognetti, attorno a una percezione tipica che si ripresenta per ogni suo libro. Nel caso delle Otto montagne la sensazione è quella dell’intimità che prevale in maniera inaspettata rispetto a quella che da sempre caratterizza le storie dell’autore. Il mezzo è sempre una scrittura mirata, una decisione di intenti e di immagini che si concretizza in uno stile elegante, asciugato da ogni abbellimento.

A decorare le storie sono i personaggi: Pietro, un bambino di città, che scoprirà la montagna, e Bruno, il bambino legato alla montagna da un cordone ombelicale indissolubile. E poi c’è la montagna, un microcosmo sconosciuto, fatta di paesini anonimi come quello di Grana dove «c’era un disprezzo per le cose, un certo gusto nel maltrattarle e lasciarle andare in malora» e di abitanti invisibili, mimetizzati al silenzio d’alta quota, divorati dal silenzio stesso. Per essere un luogo inventato a tutti gli effetti, permeato dall’esperienza di chi scrive, non si riduce a semplice scenografia sulla quale attaccare i personaggi. Non è più neanche un luogo, ma un deposito di valori e di sentimenti.

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L’uomo Kent Haruf: Le nostre anime di notte

Kent and grandson, Henry, 2011
Kent and grandson, Henry, 2011

Quando Kent Haruf spiega com’è diventato scrittore, racconta di quando, da piccolo, aveva una malformazione al labbro e passò molto tempo in solitudine. Proprio in quel periodo ha imparato una parte fondamentale del mestiere di scrittore: registrare il mondo circostante e sentire gli altri. Diventato un insegnante i suoi vicini, una famiglia che viveva in un campo di roulotte, gli chiese cosa faceva per vivere e lui rispose che insegnava a scrivere. Quelli pensarono che insegnasse calligrafia e Haruf dice che sarebbe stata una risposta più plausibile rispetto all’insegnare come scrivere bugie convincenti. Continua a leggere “L’uomo Kent Haruf: Le nostre anime di notte”

Piccolo dizionario fantastico e del terrore: Alla conquista della luna di Emilio Salgari

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Emilio Salgari fa parte di una letteratura sommersa perché la sua produzione e immensa. Eppure non sembrerebbe perché si continuano a stampare, tra le ultime e più complete edizioni, Tutte le avventure di Sandokan o Tutte le avventure dei corsari. È un autore che fa parte di quell’editoria dei classici, con edizioni sicuramente curate, ma spesso relegato a età e obiettivi circoscritti. Senza poi nominare la sensazione dei lettori, una sorta di timore reverenziale a causa di una produzione troppo estesa per riuscire a coprirla tutta. Continua a leggere “Piccolo dizionario fantastico e del terrore: Alla conquista della luna di Emilio Salgari”

Prima del Furore c’era Old Jack

Wendell Berry ha una personalità particolare ed è così forte e caratteristica nella letteratura americana contemporanea da sovrapporsi alle sue opere. È un american hero e non c’è nessuna retorica in questo, nessuna esaltazione troppo entusiastica di gesta percorse dal sensazionalismo americano. Probabilmente perché Berry è depositario di un sapere passato, un modo di essere umano, prima che americano, che trova perfetta realizzazione nel rapporto con la terra e non ha intenzione di abbandonarlo. Vuole coniugare l’attività artistica con la missione culturale e ambientale. Continua a leggere “Prima del Furore c’era Old Jack”

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