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Il mondo urla dietro la porta

Libri, biscotti, sangue e caffè

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Le donne di Toni Cade Bambara: Gorilla, amore mio

Maestre del racconto è una rubrica che congiunge scrittrici e racconti. Si vedrà come suggestioni racchiuse in poche pagine si coniugano con la vita e la scrittura di queste donne. Non si parla di scrittura di genere – se mai esiste non sono in grado di distinguerla. Qui si giudicano i libri, i racconti, l’importante è la verosimiglianza e la capacità di suscitare un fenomeno lontano e complesso come l’empatia.

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Ricorrere alla narrativa per mettere mano alla realtà ha caratterizzato alcune autrici di racconti. I motivi, tuttavia, cambiano di autrice in autrice. Lucia Berlin ammetteva di mescolare realtà e finzione ma di non mentire mai; Amy Hempel, invece, giustificava la sua scrittura come in grado di assoggettare la memoria mantenendo l’andamento sintattico e temporale; Grace Paley ammaestrava i ricordi personali con un minimalismo criptico. Tutt’altre motivazioni si celano dietro la scrittura di Toni Cade Bambara. Scrittrice, sceneggiatrice e attivista, la Bambara esordisce con Gorilla, amore mio, una raccolta di quindici racconti pubblicata per la prima volta in Italia da Edizioni Sur con la traduzione di Cristiana Mennella. Continue reading “Le donne di Toni Cade Bambara: Gorilla, amore mio”

Il significato delle luci: Ombre. Racconti ispirati ai dipinti di Edward Hopper

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Edward Hopper, Summer evening (1947)

Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere.

Non dipingo quello che vedo, ma quello che provo.

Nelle affermazioni di Edward Hopper voglio riconoscere una dichiarazione d’intenti o, come preferirei chiamarla, il significato e la percezione letteraria delle proprie opere. Perché Hopper ha investito in un unico mezzo, come se fosse un senso ipersviluppato, con un duplice impegno. Continue reading “Il significato delle luci: Ombre. Racconti ispirati ai dipinti di Edward Hopper”

Per immagini: Pralève e altri racconti di montagna di Lalla Romano

Le immagini si trasformano. Un’affermazione opinabile soprattutto quando si allude a un oggetto concreto che rimane statico e imperscrutabile. Eppure se prendiamo la fotografia anche Barthes aveva difficoltà nel definirla tanto da dedicargli un saggio dei più affascinanti come La camera chiara: «La Fotografia è inclassificabile perché non c’è nessuna ragione di contrassegnare tale o talaltra delle sue occorrenze, forse, essa vorrebbe diventare altrettanto grossa, altrettanto sicura, altrettanto nobile quanto un segno». Quando un’immagine accade la molteplicità di spunti sembrerebbe far perdere le tracce dell’autore. La frammentazione, in realtà, è dovuta al fatto che a esserne protagonisti non sono solo i soggetti guardati ma anche chi guarda.

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Il corpo è morto, viva il corpo: Tabù di Giordano Tedoldi

Quando Piero Origo decide di compromettersi è raggiunto da una consapevolezza a dir poco liberatoria. Vuole Emilia, la moglie del migliore amico Domenico, una donna autodistruttiva e adagiata nel dubbio della vita matrimoniale. Un inizio tra i più semplici per Tabù di Giordano Tedoldi, scrittore non nuovo alla pubblicazione (ha esordito con I Segnalati edito da Fazi editore e Io odio John Updike ripubblicato da minimum fax) e che ora approda alla collana di narrativa Tunué. La sintesi tra i “quattro quinti di realtà e uno di sconfinamento” manifesto iniziale di Vanni Santoni, editor e curatore della collana, si unisce non tanto alla storia narrata ma alla forma della scrittura. Un punto di forza dei romanzi Tunué che è riuscito a mediare tra il successo di pubblico e la cura della storia spesso subordinata allo stile. Validi esemplari che mi è capitato di avere tra le mani sono Dalle rovine di Luciano Funetta e Lo Scuru di Orazio Labbate.

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Tutto inizia da lei: Jenny la Secca di Claudia Lamma

Iniettare vitalità nell’editoria di oggi non è semplice. Abilità imprenditoriali e comunicative competono per fondersi con un fattore non sempre identificabile che sta nella valenza e nel successo delle pubblicazioni. Tuttavia, TerraRossa edizioni approda al mondo editoriale con un programma molto preciso: concentrarsi sulla narrativa italiana contemporanea tramite Fondanti, collana che recupera libri ormai fuori catalogo; e Sperimentali collana che, come suggerisce il nome, intende selezionare opere di esordienti con attenzione allo stile innovativo e particolare.

A fare gli onori di casa per me c’ha pensato Jenny la Secca di Claudia Lamma. Il libro mi ha presentato la nuova realtà editoriale prima di tutto graficamente: copertina brossurata a tinta unita sulla quale campeggia, centrale, l’illustrazione; nell’aletta anteriore la presentazione del libro seguita dalla caratteristica segnalazione del “Lettore ideale”.

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