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Il mondo urla dietro la porta

Libri, biscotti, sangue e caffè

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L’evoluzione della paura: La cosa marrone chiaro di Fritz Leiber

Paradosso fisico e metafisico, realtà alterate e suggestioni. Decisamente poco per descrivere la letteratura dell’orrore. In una ramificazione di stili e generi, chi si dedica all’orrore porta con sé un fascino inevitabile: occhi e mente in una duplice visione, un’eterocromia narrativa e creativa in grado di ottenere risultati sempre diversi. Un posto d’onore andrebbe a Fritz Leiber, scrittore americano che si è cimentato nel fantasy, nella fantascienza e nell’horror. La cosa marrone chiaro e altre storie dell’orrore (pubblicato da Cliquot con la traduzione e la cura di Federico Cenci) dona all’autore statunitense nuova vita editoriale dopo le molteplici edizioni Urania. Nuova vita caratterizzata dall’ordine e dalla precipua visione della casa editrice romana che – in modo simile a quando aveva fatto per Salgari – ripropone l’autore circoscrivendo la sua attività nel genere horror: l’edizione raccoglie sette racconti inediti e la prima stesura di Nostra signora delle tenebre sotto il nome de La cosa marrone chiaro. Continue reading “L’evoluzione della paura: La cosa marrone chiaro di Fritz Leiber”

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Crisi: Il Nix di Nathan Hill

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Si citano nomi come David Foster Wallace e Thomas Pynchon per Il Nix di Nathan Hill (traduzione di Alberto Cristofori, Rizzoli, 2017), opera enorme di esordiente, frutto di una composizione durata dieci anni. Sicuramente ha il pregio di una storia accattivante abilmente ramificata tramite una miriade di personaggi. Il racconto ha inizio con l’attentato a un possibile candidato alla presidenza, con un’immagine pubblica molto simile a Trump, da parte di una donna. E proseguirà con Samuel abbandonato dalla madre quando era un bambino. Da questo momento in poi piccoli traumi e dubbi infantili si ripercuoteranno nella vita adulta sotto forma di rabbia repressa e un superiore disprezzo verso i propri, indisciplinati, studenti. Samuel è un insegnante, ma nella vita privata contempla il fallimento di una carriera da scrittore e uno sfogo compulsivo con un gioco online. In una polifonia di interventi dal protagonista ci sposteremo su altri personaggi: Laura Postdam, studentessa dalle esigue aspettative per il futuro; Pwnage, un videogiocatore compulsivo e un procrastinatore seriale; Faye, madre fallita. Su un binario parallelo proseguirà la storia di Samuel, dall’infanzia, e di quella di sua madre. I capitoli intrecceranno il figlio che cercherà di vendicarsi scrivendo una biografia della madre e la storia della madre stessa che incontra le vicende delle proteste studentesche del 1968 a Chicago. Continue reading “Crisi: Il Nix di Nathan Hill”

Le donne di Toni Cade Bambara: Gorilla, amore mio

Maestre del racconto è una rubrica che congiunge scrittrici e racconti. Si vedrà come suggestioni racchiuse in poche pagine si coniugano con la vita e la scrittura di queste donne. Non si parla di scrittura di genere – se mai esiste non sono in grado di distinguerla. Qui si giudicano i libri, i racconti, l’importante è la verosimiglianza e la capacità di suscitare un fenomeno lontano e complesso come l’empatia.

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Ricorrere alla narrativa per mettere mano alla realtà ha caratterizzato alcune autrici di racconti. I motivi, tuttavia, cambiano di autrice in autrice. Lucia Berlin ammetteva di mescolare realtà e finzione ma di non mentire mai; Amy Hempel, invece, giustificava la sua scrittura come in grado di assoggettare la memoria mantenendo l’andamento sintattico e temporale; Grace Paley ammaestrava i ricordi personali con un minimalismo criptico. Tutt’altre motivazioni si celano dietro la scrittura di Toni Cade Bambara. Scrittrice, sceneggiatrice e attivista, la Bambara esordisce con Gorilla, amore mio, una raccolta di quindici racconti pubblicata per la prima volta in Italia da Edizioni Sur con la traduzione di Cristiana Mennella. Continue reading “Le donne di Toni Cade Bambara: Gorilla, amore mio”

Il significato delle luci: Ombre. Racconti ispirati ai dipinti di Edward Hopper

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Edward Hopper, Summer evening (1947)

Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere.

Non dipingo quello che vedo, ma quello che provo.

Nelle affermazioni di Edward Hopper voglio riconoscere una dichiarazione d’intenti o, come preferirei chiamarla, il significato e la percezione letteraria delle proprie opere. Perché Hopper ha investito in un unico mezzo, come se fosse un senso ipersviluppato, con un duplice impegno. Continue reading “Il significato delle luci: Ombre. Racconti ispirati ai dipinti di Edward Hopper”

Per immagini: Pralève e altri racconti di montagna di Lalla Romano

Le immagini si trasformano. Un’affermazione opinabile soprattutto quando si allude a un oggetto concreto che rimane statico e imperscrutabile. Eppure se prendiamo la fotografia anche Barthes aveva difficoltà nel definirla tanto da dedicargli un saggio dei più affascinanti come La camera chiara: «La Fotografia è inclassificabile perché non c’è nessuna ragione di contrassegnare tale o talaltra delle sue occorrenze, forse, essa vorrebbe diventare altrettanto grossa, altrettanto sicura, altrettanto nobile quanto un segno». Quando un’immagine accade la molteplicità di spunti sembrerebbe far perdere le tracce dell’autore. La frammentazione, in realtà, è dovuta al fatto che a esserne protagonisti non sono solo i soggetti guardati ma anche chi guarda.

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