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Il mondo urla dietro la porta

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Identità della differenza: La stanza di Therese di Francesco D’Isa

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Per quanto è indubbio che la questione che ho in mente ora sia che, se tante cose esistono solo nella mia testa, una volta che mi siedo qui iniziano a esistere anche su queste pagine.

Lo scrive Kate, la protagonista de L’amante di Wittgenstein di David Markson. In un certo modo mi ha ricordato la Therese di Francesco D’Isa, protagonista dell’ultima uscita Tunué. Non che le due siano sovrapponibili in due romanzi analoghi, ma restano le voci principali di storie che hanno nell’indagine della protagonista l’importanza centrale. Continua a leggere “Identità della differenza: La stanza di Therese di Francesco D’Isa”

Una fantasia reale: Martin il romanziere di Marcel Aymé

Parigi, Place Marcel Aymé. La statua del Passamuri, il protagonista di una raccolta di racconti di Aymé.

Ci sono alcune storie che meritano l’etichetta di racconto breve. A crearla non è una brevità fisica, in termini di parole e spazio del testo, ma una costruzione che negli intenti dell’autore delimita, nei casi fortunati, una folgorazione improvvisa. Qualcosa è già stato o accade rapidamente, ad essere centro dell’azione sono poche parti che circoscrivono i personaggi come caratteristi completi in grado di trascendere un unico racconto e restare indimenticabili.

Nel caso di Martin il romanziere L’orma editore porta in Italia alcuni racconti, tradotti da Carlo Mazza Galanti, che rispettano le regole non scritte dello stupore immaginifico. Si tratta di sei racconti, provenienti da alcune raccolte edite in Francia da Gallimard, i cui protagonisti sono coinvolti in paradossi fantasiosi con il peso sovrastante della realtà. L’abilità di Aymé si dipana rispettivamente verso una realtà il cui vero significato è messo alla prova, forzato da avvenimenti al di fuori del normale, e verso un’immaginazione versatile e mai ripetitiva. Continua a leggere “Una fantasia reale: Martin il romanziere di Marcel Aymé”

(Ri)narrare l’America: due libri di Bonnie Nadzam

Purezza

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«Non credo si possa ripulire un cuore come se fosse un garage, David»

Se volessimo riconoscere un merito a Bonnie Nadzam, sarebbe la rara capacità di aver ripercorso alcuni generi della narrativa americana. Mi riferisco a una parte della sua produzione arrivata fin qui in Italia*. Prendiamo Lamb (pubblicato da Edizioni Clichy, traduzione di Leonardo Taiuti), la vicenda di un uomo di mezz’età, smarrito dopo la morte del padre e un divorzio, che persuade una ragazzina a intraprendere un viaggio in un posto sperduto sulle Montagne Rocciose. L’autrice accennava, senza pretese e manierismi di stile, all’archetipo definito linguisticamente e stilisticamente da Nabokov. Aveva l’intenzione di avvicinarglisi senza la convinzione di esserne una valida erede e con l’intento di trasformare le reminiscenze del lettore ottenendo un risultato piuttosto diverso. Continua a leggere “(Ri)narrare l’America: due libri di Bonnie Nadzam”

Racconti della ricerca: Stelle Ossee di Orazio Labbate

Orazio Labbate Stelle ossee - il mondo urla dietro la portaNon c’è dubbio nel dire che l’orrore, più di altre narrazioni, trova nella sublimazione il motore delle proprie storie. La vitalità del mondo interiore di Lovecraft lo portò a popolare il buio con esperienze reimmaginate o creature espressione della piccolezza umana e della sconfinatezza della conoscenza oscura. La logica interiore di Poe gli faceva perseguire la bellezza attraverso un equilibrio incredibile delle atmosfere nelle sue storie.  Continua a leggere “Racconti della ricerca: Stelle Ossee di Orazio Labbate”

Una nuova realtà indipendente: Edizioni Black Coffee

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Black Coffee era nata come collana editoriale di Edizioni Clichy, una piccola realtà fiorentina che recupera ancora gialli e classici francesi, e pubblica narrativa per bambini. Da qualche tempo Black Coffee è diventata una realtà editoriale indipendente attraverso alcuni accorgimenti: mantiene il nome, ha una veste grafica rinnovata e il suo campo d’azione si estende. Gli Stati Uniti restano i protagonisti ma le opere scelte spazieranno dalla narrativa alla non-fiction, con un gusto per il longform dimostrato dalla collaborazione con la rivista The Believer (i cui articoli tradotti sono disponibili sul sito della casa editrice). A inaugurare Black Coffee c’è stato l’esordio di Alexandra Kleeman con Il corpo che vuoi apice di una narrativa contemporanea americana che guarda a precedenti illustri (come ho spiegato qui).

Ho intervistato Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, i due traduttori e ora editori che da tempo coltivavano l’idea di Black Coffee.  Continua a leggere “Una nuova realtà indipendente: Edizioni Black Coffee”

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