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Il mondo urla dietro la porta

Libri, biscotti, sangue e caffè

Stare nel profondo insieme: su It di Stephen King

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Nel racconto avvolto dal fascino letterario e affabulatore che è On Writing. Autobiografia di un mestiere di Stephen King, tra gli aneddoti che hanno portato alla nascita delle sue opere, si eleva la definizione dello scrivere: telepatia. L’ubiquità letteraria di un autore del calibro di King si espleta non soltanto nella capacità di abbattere le barriere di tempo e spazio, ma anche nell’abilità di leggere in una sorta di coscienza universale e rivisitare alcuni topoi americani con l’aiuto dell’orrore. Un lavoro esemplare che riassume tali caratteristiche King lo pubblica nel 1986 e porta la stazza imponente per un titolo esiguo: It. Seppure Stephen King esprima una verità fondamentale sull’entità dei racconti («La politica… la cultura… la storia… non sono forse ingredienti naturali di un qualsiasi racconto, se ben scritto? […] Cioè non potreste permettere a un racconto di essere un racconto?»), qui lo tradirò e cercherò di individuare le motivazioni per le quali It si destreggia su un confine fondamentale: tra un denso sostrato americano e l’entità del male. Continue reading “Stare nel profondo insieme: su It di Stephen King”

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L’uomo per George Saunders: Lincoln nel Bardo

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Il primo romanzo di uno scrittore di racconti. Definire così Lincoln nel Bardo è confinarlo in una dimensione letteraria limitata. E anche “uno scrittore di racconti” sembra eliminare il talento e tracciare il solco più profondo tra pubblicazioni romanzesche e raccolte di racconti. È vero, però, che il romanzo ha un respiro più ampio, un ritmo che si deve avere l’abilità di dilazionare nel tempo, così come i racconti, banalizzando, giocano su tempi e spazi ristretti. Detto questo Lincoln nel Bardo di George Saunders è il suo primo esperimento di romanzo e ha risultati inaspettati, nel bene e nel male. Continue reading “L’uomo per George Saunders: Lincoln nel Bardo”

In Libreria: ottobre 2017

Una selezione di pubblicazioni interessanti del mese. Si tratta di un modo per tenere traccia di titoli che per me rivestono un certo interesse e che potrebbero finire dritti in wishlist. Sono scelte personali che, per ovvi motivi di spazio, non potranno restituire una visuale completa sulle pubblicazioni e la miriade di case editrici esistenti. Cercherò di mantenere una certa varietà nelle scelte che, spero, sapranno plasmarsi e imparare nuove sfumature di gusto. Capirete che l’uscita dei titoli può essere soggetta a ritardi e altre difficoltà, lacune che potrete colmare voi con segnalazioni e suggerimenti.

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Figlia del tempo: Il medico della nave/8 di Amy Fusselman

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Ci sono punti all’interno de Il medico della nave e 8 in cui Amy Fusselman salta il corso naturale dei pensieri fino a raggiungere mete molto lontane tra loro. È il collage di riflessioni a caratterizzare i due memoir rendendoli agli occhi del lettore composizioni plastiche e malleabili, poco soggette alla sequenzialità temporale. Proprio il tempo e lo spazio diventano due tacite dimensioni che si aggirano tra i ricordi di un padre appena scomparso e del suo diario della seconda guerra mondiale nel Medico della nave; mentre in la figura del genitore si fa più importante insieme alle terribili reminiscenze di un pedofilo. I due libri sono stati uniti in un’unica pubblicazione anche in italiano – così come ha fatto McSweeney’s in lingua originale – da edizioni Black Coffee con la traduzione di Leonardo Taiuti.  Continue reading “Figlia del tempo: Il medico della nave/8 di Amy Fusselman”

L’evoluzione della paura: La cosa marrone chiaro di Fritz Leiber

Paradosso fisico e metafisico, realtà alterate e suggestioni. Decisamente poco per descrivere la letteratura dell’orrore. In una ramificazione di stili e generi, chi si dedica all’orrore porta con sé un fascino inevitabile: occhi e mente in una duplice visione, un’eterocromia narrativa e creativa in grado di ottenere risultati sempre diversi. Un posto d’onore andrebbe a Fritz Leiber, scrittore americano che si è cimentato nel fantasy, nella fantascienza e nell’horror. La cosa marrone chiaro e altre storie dell’orrore (pubblicato da Cliquot con la traduzione e la cura di Federico Cenci) dona all’autore statunitense nuova vita editoriale dopo le molteplici edizioni Urania. Nuova vita caratterizzata dall’ordine e dalla precipua visione della casa editrice romana che – in modo simile a quanto aveva fatto per Salgari – ripropone l’autore circoscrivendo la sua attività nel genere horror: l’edizione raccoglie sette racconti inediti e la prima stesura di Nostra signora delle tenebre sotto il nome de La cosa marrone chiaro. Continue reading “L’evoluzione della paura: La cosa marrone chiaro di Fritz Leiber”

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